Annunciare il Vangelo & offrire la pace | Omelia all’inizio dell’incontro con i Presidenti delle Conferenze

Il 21 maggio 2019, la riunione dei Presidenti delle Conferenze dell’Ordine è iniziata presso la Curia generale a Roma. L’incontro ha avuto inizio con le Lodi e la Celebrazione Eucaristica presieduta dal Vicario generale, Fr. Julio Bunader.

La giornata, poi è proseguita con la condivisione dei partecipanti che si sono concentrati sulle esigenze e sulle sfide alla vita delle Fraternità e Minorità nelle Entità delle loro Conferenze. I Presidenti delle Conferenze avranno, inoltre, la possibilità di ascoltare la relazione del Ministro generale insieme ad altre relazioni e discussioni. L’incontro proseguirà fino a venerdì 24 Maggio.

 

Omelia

Fr. Julio César Bunader, OFM

 

La liturgia della Parola ci permette di meditare su due aspetti della nostra fede che considero importanti per tutti noi oggi, in cui diamo inizio all’incontro tra il Definitorio Generale e i Presidenti delle Conferenze. Il primo di questi aspetti è: annunciare il Vangelo, il secondo: offrire la pace di Gesù.

  1. La pericope degli Atti degli Apostoli (At 14, 19-28) racconta del primo viaggio missionario di Paolo in compagnia di Barnaba, durante il quale affrontano molte difficoltà ma coscienti che è necessario “entrare nel regno di Dio attraverso molte tribolazioni” (v22). Fin dal’inizio si sono dedicati completamente all’annuncio del Vangelo e a fare discepoli (cf. v21). È questo il primo aspetto: predicare il Vangelo, annunciare la Parola (cf. v24), la buona notizia di Gesù (At 8,35), cioè proclamare con la vita e le parole la fede nell’agire di Dio che si realizza in Gesù (At 14,15-16), e trasmettere la gioia della Resurrezione.

Paolo e Barnaba hanno diffuso il Vangelo di Gesù Cristo presentandosi come strumenti dello Spirito Santo. In funzione di questa predicazione le comunità si organizzano a livello istituzionale: “designarono per loro in ogni Chiesa alcuni anziani e, dopo avere pregato e digiunato, li affidarono al Signore, nel quale avevano creduto” (v 23), affinché divenissero guardiani dei fratelli (cfr. At 20,28). Come discepoli ci viene chiesto di “sentire fortemente la fame e la sete del Vangelo che c’è nel mondo, specialmente nel cuore e nella carne dei poveri” per “star loro vicini, servirli, liberarli dalla loro oppressione, e tutto questo nel nome e con lo Spirito di Cristo, perché è Lui il Vangelo di Dio” (Papa Francesco, Angelus 24/01/2016).

  1. Il Vangelo secondo Giovanni (Gv 14,27-31a) insiste in quello che è il secondo aspetto: la pace di Gesù. “Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore” (v 27): Gesù presenta un’alternativa, offrendo una pace diversa da come è intesa dal mondo. Conferisce alla parola paceun nuovo significato e un nuovo senso, perché si riferisce alla sua persona, così come anche l’apostolo Paolo dichiara: “egli è la nostra pace” (Ef 2,14).

Gesù introduce una distinzione tra la pace offerta da lui e la pace del mondo, perché la pace imposta dal “principe di questo mondo” (v 30) non è autentica, essa si base sulla violenza, la stessa che ha provocato la morte di Cristo, è solo apparente poiché nasconde al suo interno le divisioni. La vera pace non è l’equilibrio di forze opposte. La pace di Gesù Cristo non pretende l’imposizione del potere, non ha bisogno del conflitto o della guerra. La sua pace, offerta a tutti gli uomini, è il frutto della comunione del Dio Trinità e realizza la comunione tra gli uomini.

Fratelli, rinnoviamo la nostra bella vocazione cristiana e francescana nell’annunciare il Vangelo di Gesù Cristo e nell’offrire e fare la Pace, dono del Risorto e gioia del discepolo (cfr. Gv 20,19-23), perché siamo stati chiamati a inviati da Dio per evangelizzare (cfr. CCGG cap. V).