Fondazione B. Egidio d’Assisi: Fraternità missionaria per l’Europa

Chi siamo oggi
Attualmente (dopo la partenza di Fr. Ariel Amato, chiamato a svolgere il servizio di Definitore provinciale in Argentina) la Fraternità di Palestrina (Roma, Italia) è composta di 5 frati, tutti italiani, di cui 4 incardinati nella Fondazione (Jacopo Pozzerle, Paul Iorio, Arturo Milici, Maurizio Pagliari) e 1 con obbedienza annuale del suo Provinciale (Giuseppe Frasca della Provincia Romana). Da questa estate, dopo un bel processo di discernimento, è nata un’altra casa della nostra Fraternità in Croazia (Pazin, Istria), di cui fanno parte 3 frati croati (Drago Vujevic, Marinko Klaic, Josip Vlasic).

Come pellegrini e forestieri in questo mondo, servendo al Signore in povertà ed umiltà
A Palestrina, oltre ad una pastorale ordinaria, l’evangelizzazione è vissuta oggi anche con un inserimento di alcuni di noi nel mondo del lavoro: in particolare uno di noi lavora come counselor nel Consultorio familiare della diocesi ed un altro di noi sta studiando come fisioterapista.

In ambito europeo, l’estate scorsa abbiamo vissuto un’itineranza in Francia, sulle tracce di Maria Maddalena, nelle regioni di Camargue e Provenza, visitando anche la nostra fraternità di Marsiglia. Eravamo circa una diecina frati e l’esperienza è stata molto arricchente sia sul piano fraterno che sul piano dell’evangelizzazione. Significativi gli incontri con le persone: ricordiamo, in particolare a Marsiglia, la questua di una cena donataci da alcuni giovani musulmani di origine maghrebina, che è stata anche occasione di “dialogo di strada” sulla fede; come anche dei momenti di “preghiera di strada” con la gente, subito dopo i fatti tragici di Nizza.

Lieti quando vivono tra persone di poco conto e disprezzate, tra poveri e deboli
Il vivere tra persone in difficoltà, più che gestire o fare servizio in una struttura caritativa, è una delle caratteristiche attuali della fraternità di Palestrina. Sollecitati dagli inviti di papa Francesco all’accoglienza dei poveri, abbiamo messo a disposizione la nostra foresteria per ospitare in un primo momento dei profughi (è stata con noi per 7 mesi una giovane famiglia siriana), adesso persone non autosufficienti economicamente. Si condivide con essi il pranzo quotidiano che è occasione di scambio e conoscenza reciproca.

E la vita continua…