BEATIFICAZIONE VENERABILE COSMA SPESSOTTO, OFM

POSTULAZIONE GENERALE OFM

Si celebra sabato 22 gennaio nella cattedrale di San Salvador (El Salvdor) la beatificazione del martire padre Cosma Spessotto, OFM, sacerdote italiano missionario in Centro America. Nella stessa celebrazione saranno proclamati beati anche il gesuita padre Rutilio Grande e i due laici Manuel Solórzano e Nelson Rutilio. Presiederà l’eucaristia, in rappresentanza di papa Francesco, il cardinal Gregorio Rosa Chavez, vescovo ausiliare di San Salvador.

La sera di sabato 14 giugno 1980 nella parrocchia dei Frati minori di San Juan Nonualco (El Salvador) padre Cosma Spessotto, che aveva da poco terminato di celebrare la messa, fu ucciso a colpi di arma da fuoco, mentre era raccolto in preghiera, accanto al tabernacolo. “Il suo sangue, versato in prossimità dell’altare, si effuse nella sua chiesa parrocchiale, quella che egli stesso aveva innalzato, e si effuse sulla comunità cristiana, quella che aveva costruito con il proprio sudore. Padre Cosma impastò la sua Chiesa con il proprio sangue, dando la vita per il gregge”. Era l’epilogo di quanto egli stesso aveva previsto scrivendo alcuni giorni prima su un foglio lasciato in vista sulla scrivania: “Attenzione, in caso di morte improvvisa. Sento che da un momento all’altro persone fanatiche possono togliermi la vita. Chiedo al Signore che al momento opportuno mi dia la forza per difendere i diritti di Cristo e della Chiesa. Morire martire sarebbe per me una grazia che non merito…”. Era giunto in El Salvador trenta anni prima, nel mese di aprile 1950. Figlio di laboriosi genitori contadini, era nato a Mansué (Treviso- Italia), il 28 gennaio 1923 e aveva abbracciato la vita religiosa tra i Frati minori del Veneto nel 1939. Dopo gli anni della formazione e l’ordinazione sacerdotale, ricevuta nella basilica della Madonna della Salute a Venezia il 27 giugno 1948, aveva chiesto di poter partire missionario per la Cina. Preclusa la via dell’oriente, per le vicende politiche dell’epoca, i superiori pensarono di inviarlo nella missione francescana del Centro America. Sua prima destinazione in El Salvador fu la parrocchia di San Pedro Nonualco, in diocesi di San Vicente, nel dipartimento di La Paz. Dopo tre anni fu trasferito nella parrocchia limitrofa di San Juan Nonualco, a tre chilometri da Zacatecoluca. Nei ventisette anni in cui fu parroco provvide ad edificare una nuova chiesa e una scuola per la gioventù più povera. Ma soprattutto si impegnò per la formazione spirituale della comunità. Alla base della sua intensa attività pastorale pose la preghiera e l’esercizio della carità. Nel far visita alle famiglie, nei luoghi più sperduti, distribuiva cibo, vestiario, medicine e soprattutto il vangelo. Fu proprio la sua assidua frequentazione dei villaggi della “zona rossa” a fomentare sospetti su di lui. El Salvador viveva un tempo difficile, una situazione caotica, di mancanza di rispetto per la persona umana, sfociata in guerra civile. Il suo interessamento per gli ultimi fu interpretato come connivenza e favoreggiamento dei guerriglieri della sinistra, reclutati appunto tra le classi più povere. La sua colpa fu quella di aver difeso i suoi catechisti detenuti ingiustamente, di aver dato sepoltura alle salme abbandonate di alcuni guerriglieri uccisi negli scontri, e di aver accolto sacramentalmente un penitente implicato nella guerriglia.

Appena si sparse la notizia dell’omicidio numerosi fedeli accorsero per rendere omaggio al martire. Il 16 giugno 1980 il vescovo di San Vicente presiedette la messa funebre.

La Causa di beatificazione ebbe inizio il 14 giugno 2000. Papa Francesco ha autorizzato la pubblicazione del Decreto super martyrio il 26 maggio 2020.