4 frati dalla casa francescana rasa al suolo professano i voti

“Questo è letteralmente ciò che significa vivere senza niente di proprio”.

Tale sentimento espresso dal postulante Jaymar Escoltor, dopo che un fuoco ha recentemente raso al suolo la casa del postulato, era nella mente di quattro giovani frati francescani che hanno professato il 30 maggio 2017 a Cebu City nelle Filippine di vivere per sempre il Vangelo seguendo l’esempio di San Francesco d’Assisi secondo i voti evangelici di povertà, obbedienza e castità.

Fr. Arturo C. Daquilanea, OFM, Custode di Sant’Antonio di Padova nelle Filippine meridionale, insieme a Fr. Reycel R. Centino, OFM, che ha tenuto un’omelia appassionante e ispirata, ha ricevuto le promesse solenni dei frati.

La professione solenne è il momento nel quale i “professandi” promettono di vivere i detti voti per tutta la vita. “Professandi” è il termine usato per quelli che fanno la professione.

Prima della professione che si tenne nella Parrocchia di San Vincenzo a Urgello, la casa nella quale hanno vissuto per mesi è stata totalmente bruciata dal fuoco. È successo nella prima mattina del 17 maggio, due giorni dopo il loro ritiro durato un mese.

I vicini e i pompieri hanno aiutato ad estinguere il fuoco, ma non sono riusciti a salvare quasi niente della casa lignea. Nessuno è stato ferito nell’incidente. È stato proprio provvidenziale che erano andati via per due giorni a Badian.

“Vivere senza niente di proprio” è l’eredità lasciata da San Francesco d’Assisi ai suoi frati per vivere pienamente lo spirito del Vangelo di Gesù Cristo e abbandonarsi pienamente e gioiosamente a Dio che è il “summum bonum” (il bene supremo).

Carl Jaime Bordeos / CBCPNews