Giovani oggi – Un sacco di amici su Facebook, ma quanto c’è di amicizia vera?

14 giugno – Essere aperti e pronti al dialogo, questo dovrebbe essere l’atteggiamento giusto dell’Ordine che vuole rispondere bene alle questioni contemporanee – questa è stata la conclusione di molti dei frati consiglieri che hanno continuato ad ascoltare le presentazioni delle diverse Conferenze OFM durante il terzo giorno del Consiglio Plenario dell’Ordine. Il CPO ha ascoltato la Conferenza dell’Europa centrale, la Conferenza di lingua inglese, le Conferenze slave settentrionali e meridionali e la Custodia di Terra Santa.

Tra le molte preoccupazioni discusse, ci si è domandati come rispondere in modo opportuno ai giovani. I frati hanno osservato che le relazioni interpersonali, in questa fascia generazionale, stanno perdendo profondità e diventando più superficiali. Un tipo più “virtuale” di relazione (social media) è diventato comune tra i giovani. Così, mentre le opportunità e le possibilità di interconnessione si moltiplicano, molti giovani sperimentano ancora il vuoto e la solitudine – e così in tanti sono assetati di connessione spirituale.

Dato che molti giovani non ritengono rilevante o necessaria la dimensione religiosa nella loro vita, i frati sentono che la Chiesa avrebbe bisogno di essere più vicina ai giovani. Invece di presentare un atteggiamento di giudizio, i frati dovrebbero sforzarsi per essere più aperti e imparare a utilizzare nuovi metodi al servizio della nuova evangelizzazione.

Un altro problema sollevato è stato come i frati potrebbero promuovere la voce delle donne nella Chiesa. Quando le donne sono più impegnate nella vita della Chiesa, l’evangelizzazione risulta più efficace.

Infine, i frati continuano a tenere a cuore le persone e i frati della Terra Santa le cui sofferenze sono intense, ma altrettanto la speranza. Possa lo Spirito piovere dall’alto pace e giustizia in quei paesi.