Il Ministro Generale al Festival Internazionale dei giovani a Medjugorje

Fr Massimo Fusarelli OFM, Ministro Generale, ha partecipato il 2 e 3 agosto scorso al 33°Festival Internazionale dei giovani a Medjugorje, invitato dal visitatore apostolico Mons. Aldo Cavalli.Ho trascorso a Medjugorje le giornate del 2 e 3 agosto scorso. Ho avuto occasione di poter pregare con i pellegrini, ascoltare le storie e le vite dei tanti giovani e ho respirato un’atmosfera di grande raccoglimento, ma anche di festa”: queste le parole di Fr Massimo Fusarelli, che ha celebrato la Santa Messa il 2 agosto, il giorno della ricorrenza del Perdono di Assisi (qui il testo integrale della sua omelia), e il giorno seguente ha fatto una catechesi – tradotta in 18 lingue – prendendo spunto ed ispirazione dal passo del Vangelo ‘Matteo 11, 28-30’ (qui il testo integrale della catechesi). Più di 50 mila le presenze, secondo gli organizzatori, per questo Festival, che ha visto un’ampia partecipazione dei giovani provenienti quasi da ogni paese del mondo.

“Sono stato colpito da una partecipazione molto ampia, raccolta e concentrata. Questa attenzione mi ha sorpreso, è stato qualcosa di inatteso e bello. L’Eucarestia è stato un momento particolare, per il senso del perdono e della pace, temi che hanno un tratto tipicamente Francescano che qui (Medjugorje ndr) è molto vivo. La catechesi è stato un momento di grande disponibilità e volto all’ascolto e alla crescita. Le confessioni sono state un elemento molto importante del mio viaggio e vedere giovani che da ogni angolo del mondo, vivere quel momento in grande silenzio e attenzione, mi ha positivamente colpito, e sarà qualcosa che porto con me”, così Fr Massimo ha concluso le sue impressioni riguardo alla sua presenza nel luogo mariano.

Anche il Santo Padre ha lanciato un messaggio ai molti giovani che sono accorsi per l’evento: “Perché il vero rimedio alle ferite dell’umanità è uno stile di vita basato sull’amore fraterno, che ha la sua radice nell’amore di Dio, camminando insieme con Lui e imitandolo, imparerete da lui. Egli è un Maestro che non impone ad altri dei pesi che lui non porta. Si rivolge agli umili, ai piccoli e poveri perché Lui stesso si è fatto povero e umile. E per imparare, prima di tutto, bisogna essere umili e riconoscere la propria ignoranza e superbia che ci fanno pensare di poter fare tutto da soli e con le nostre forze. Bisogna avere orecchio aperto alle Parole del Maestro. Così si impara il suo cuore, il suo amore, il suo modo di pensare, di vedere e di fare. Ci vuole il coraggio di stargli vicino e di imitarlo”.

Francesco Stefanini

(Photo Credit:  Informativni Centar Mir Međugorje)