Inviati al mondo intero 

 

Dal documento Ite, nuntiate: Linee-guida sulle Nuove Forme di vita e missione nell’Ordine dei Frati Minori  

 

Lo Spirito «chiama la vita consacrata a elaborare nuove risposte … nuovi progetti di evangelizzazione per le odierne situazioni» (VC 73). Si tratta chiaramente di trovare nuove forme, nuovi segni, nuove mediazioni che mettono in relazione il Vangelo e l’uomo del nostro tempo. È un’esigenza assoluta per non restare fuori dalla storia e dalle culture che fanno naturalmente il loro cammino, che cambiano continuamente. Occorrono mediazioni fraterne esperienziali “provvisorie”, fortemente teocentriche, ma che seguano con amore le esigenze profonde dell’uomo. Lo stesso stile di vita delle nostre fraternità deve ritrovare la forza della testimonianza e la chiarezza dell’annuncio.

Nell’Ordine ci sono molti frati pronti a rischiare su questo tipo di dialogo concreto con la nostra società, pronti alla mobilità missionaria, animati dalla passione per Dio e dalla compassione per l’uomo, senza venir meno alla comunione con tutti. Ma come liberarli dalla preoccupazione angosciante di salvare le strutture? Come superare la paura per la fine di un tipo di Istituzione e la lotta per la sopravvivenza? Come vivere nuove forme di presenza, senza che queste ledano l’unità in una determinata Entità? Come superare il “sedentarismo” comodo, che paralizza il cammino di tanti Frati e di tante Province? Papa Francesco ci ricorda: «La cultura del benessere ci anestetizza» (EG 54).

Sono già nate fraternità provvisorie, mobili, interprovinciali, internazionali, interobbedienziali, interreligiose, in collaborazione con laici, dove l’ascolto, l’auto evangelizzazione e la missionarietà sono congiunte. Si tratta di esperienze episodiche, ma che possono diventare tasselli per un mosaico in vista di queste nuove mediazioni.

Secondo W. Goethe: «L’Europa è nata in pellegrinaggio e la sua lingua materna è il cristianesimo». Anche il movimento francescano è nato nella mobilità evangelica attraverso l’Europa e il mondo intero. Perché non recuperare questa leggerezza e audacia evangelizzatrice favorendo Fraternità interprovinciali e internazionali? Siamo chiamati a passare dalla logica della conservazione e della sopravvivenza alla logica del dono gratuito; dalla strategia dell’attesa nel “chiuso” all’audacia dell’incontro. Siamo invitati a riconciliare costantemente, all’interno di ogni fraternità, Provincia e Ordine, profetismo e comunione, novità e continuità, nel rispetto di ogni fratello. Osare nuove forme di vita e di evangelizzazione non significa svalutare quanto si è fatto o si sta facendo, ma soltanto «elaborare nuove risposte … nuovi progetti di evangelizzazione per le odierne situazioni» (VC 73). Il criterio di verità di ogni forma di evangelizzazione, nuova o già esistente, non è la sopravvivenza o la comodità, ma la corrispondenza del nostro stile di vita al Vangelo, alla Regola, alla «coerenza tra l’annuncio e la vita» (VC 85).

Ogni regione e ogni cultura hanno bisogno di ritrovare nei francescani, in queste piccole fraternità coraggiose e profetiche, punti di riferimento e di rinnovamento. L’attualità provocante della vita e del messaggio di Papa Francesco è per noi stimolo e speranza. Il mondo intero è stato risvegliato dalla sua testimonianza. Il Papa crede realmente nell’attualità del nostro carisma vissuto in fraternità e minorità tra la gente; ma noi ci crediamo realmente?

 

Fr. Giacomo Bini, OFM