IV Incontro Continentale GPIC – Asia / Oceania

 

Dal 9-14 ottobre si sono riuniti nella città di Seoul, Corea del Sud, gli animatori di Giustizia, Pace e Integrità del Creato (GPIC) appartenenti alle Conferenze EAC e SAAOC.

Con le parole di benvenuto di Fra Aloysius Kim, OFM animatore GPIC della  Provincia francescana dei Santi Martiri Coreani, ha iniziato l’Incontro Continentale di GPIC che mira a incoraggiare il lavoro dei fratelli responsabili di GPIC nei diversi paesi del continente, a migliorare la qualità della comunicazione, favorendo opportunità di formazione, riflessione e l’azione delle questioni prioritarie che il Consiglio Internazionale di GPIC, nello spirito della Enciclica Laudato si‘, ha proposto a tutto l’Ordine: la migrazione, estrazione mineraria e nuovo stile di vita.

Durante questi giorni i partecipanti hanno condiviso il loro lavoro attraverso relazioni di entità che ogni animatore o commissione di GPIC fa a livello locale. Ci sono state rapporti d’India, Pakistan, Indonesia, Corea del Sud, Taiwan, Hong Kong, Myanmar, Singapore, Malesia, Filippine, Giappone e Australia. Anche gli animatori hanno partecipato ad argomenti di formazione come “Il problema della migrazione e tratta di esseri umani nella regione asiatica”, presentata da Joyce Kim, capo della Fondazione Durebang che accompagna le vittime di sfruttamento sessuale nelle camptown intorno ai campi militari statunitensi in Corea del Sud dopo la seconda guerra mondiale.

Inoltre, l’attivista americana “Curry” ha presentato parte del suo lavoro per la pace e l’opposizione alla militarizzazione della regione (molte basi militari), in particolare nel villaggio Gangjeong sull’isola Jeju e in Okinawa. Infine, la questione dei cambiamenti climatici è stato presente a questo incontro nella presentazione di Jang Daul, attivista di Greenpeace che ha parlato con particolare attenzione a “la questione dei diritti umani legati ai cambiamenti climatici ed energia”.

Negli ultimi due giorni dell’incontro, gli animatori GPIC hanno discusso le possibilità di lavoro in entrambi paesi, facendo alcune opzioni concrete per attuare nei loro rispettivi paesi nei prossimi tre anni.