Koinonia: La Regola OFS come una risposta in tempi di grandi cambiamenti

Il solo atto con cui un essere umano può rispondere a Dio che rivela se stesso è l’atto di una prontezza senza limiti. È l’unità di fede, speranza e amore.”[1]

L’esplosione della pandemia COVID-19 ha preso alla sprovvista il mondo e, molto probabilmente darà origine nel mondo a cambiamenti ora non prevedibili. Nel 2007, Nassim Nicholas Tale, uno scienziato libanese-americano, esperto di statistica ed ex analista di rischi, ha pubblicato un libro intitolato ” The Black Swan the impact of the highly improbable[2]  (tradotto in italiano come “Il Cigno” Nero). Secondo l’autore, i più grandi cambiamenti nella vita delle persone e delle collettività iniziano sempre con eventi altamente improbabili e imprevedibili. Questa evenienza viene definita come il cigno nero. L’incontro di San Francesco con il lebbroso, per esempio, è stato un cigno nero. La pandemia COVID-19 è un cigno nero con impatto globale. Tali fenomeni non hanno avuto spazio per le risposte stereotipate, perché non erano prevedibili. Non possiamo né invertire la situazione né cambiarla, le persone sono morte, le persone stanno morendo e il contagio continua a diffondersi. Tuttavia, possiamo cambiare noi stessi e, infatti, nelle ultime settimane intere città e nazioni sono chiuse in casa. Questo è cambiamento. Ma il cambiamento a cui questa situazione ci obbliga è più profondo, è una conversione.

In che modo la Regola OFS può essere di aiuto ai francescani secolari in una situazione del genere? Siamo chiamati alla perfezione della carità, all’amore di Dio sopra ogni cosa e all’amore del prossimo come Cristo ci ha amato. Non dovremmo mai perdere di vista questo punto, perché la Regola stessa è un percorso che ci guida verso questo e non è una fine a se stessa. La conversione ci mantiene sulla retta via. I tempi che cambiano vanno e vengono, ma la chiamata alla santità rimane e la Regola sarà sempre di aiuto in tutte le situazioni. Ora, ad esempio, è il momento favorevole per rinnovare la nostra vita, personale e fraterna, quali fratelli e sorelle della penitenza, in conformità alla Regola che abbiamo professato. La Regola afferma: “Conformino il loro modo di pensare ed agire a quello di Cristo mediante un radicale mutamento interiore che lo stesso Vangelo designa con il nome di “conversione” la quale, per l’umana fragilità deve essere attuata ogni giorno.” [3] San Paolo dice “Se distribuissi tutti i miei beni per nutrire i poveri, se dessi il mio corpo a essere arso, e non avessi amore, non mi gioverebbe a niente. (1Cor 13:3). La Carità è sempre creativa.

In questi tempi in cui non sono possibili le celebrazioni della comunità riunita, il nostro amore per Dio e per il prossimo dovrebbe divenire più creativo sia nelle nostre forme di preghiera che nelle comunicazioni e nelle attività. Le Costituzioni generali OFS offrono alcune linee guida in tal senso: “Mezzi per coltivare questa caratteristica della vocazione francescana, singolarmente e in Fraternità sono: l’ascolto e le celebrazioni della Parola di Dio, la revisione di vita, i ritiri spirituali, l’aiuto di un consigliere spirituale e le celebrazioni penitenziali. … Frutto della conversione che è una risposta all’amore di Dio, sono le opere di carità nei confronti dei fratelli”[4].

L’esperienza di dover rimanere in casa che stiamo vivendo in questo periodo è nuova per molti di noi. Su tutto continua a incombere l’incertezza mentre la pandemia continua il suo corso in tutto il mondo. Una cosa è certa, Dio è con noi, come quando è disceso nella fornace con Daniele e i suoi compagni. Gli assistenti spirituali sono e continueranno ad essere di grande aiuto per i fratelli e le sorelle dell’OFS, specialmente in periodi come questo.

Conclusione

Hans Urs von Balthasar ha affermava con veemenza che “la vita è una vocazione perché la realtà è una provocazione“. Certamente situazioni come queste ci stimolano a cercare in Dio rifugio, assistenza o soluzioni. Come San Francesco, potremmo voler chiedere: “Signore, cosa vuoi ch’io faccia?” Questi tempi richiedono discernimento in fraternità e apertura allo Spirito. “Coloro che cercano il Signore non saranno delusi” (Sal 9:11). In una situazione del genere, la volontà di Dio per noi potrebbe essere scoperta attraverso il pianto di quelli che soffrono. COVID-19 ci apre gli occhi sul fatto che l’umanità è più unita di quanto molti siano tentati di pensare. Se una persona è infetta, siamo tutti in pericolo. Questo suscita in noi preghiera sincera, penitenza e concreti atti di carità nei confronti di tutti i fratelli e le sorelle che sono stati colpiti dal virus. Facendo del bene agli altri, lo si fa a se stessi. Dobbiamo unirci per garantire che anche se non possiamo essere insieme per partecipare a riunioni o a celebrazioni, nessun fratello/sorella vivo/a o morto/a sia lasciato/a solo/a. “Quando ero nei peccati, scrive San Francesco, mi sembrava cosa troppo amara vedere i lebbrosi, e il Signore stesso mi condusse tra loro e usai con essi misericordia. E allontanandomi da essi, ciò che mi sembrava amaro mi fu cambiato in dolcezza di anima e corpo[5]. Dio potrebbe aspettarci esattamente dove noi non vogliamo andare. Quando l’amore per il prossimo ci obbliga a lasciare le nostre false sicurezze per andare ad aiutare gli altri, lì incontreremo Cristo, e sarà dolcezza di anima e corpo. La Regola OFS è un dono per i francescani secolari perché possano vivere questi momenti difficili di COVID-19 con gioia e speranza e portare conforto a molti.

 

Estratto da un articolo di Fr. Francis Bongajum Dor, OFMCap. Per scaricare e leggere il testo completo:

Koinonia 2020-1“La Regola OFS: Una risposta in tempi di grandi cambiamenti ”

N. 105

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[1] Hans Urs von Balthasar, Communio 37 (Spring 2010). © 2010 by Communio: International Catholic Review, https://www.communio-icr.com/files/BalthasarVocationFormat2.pdf (2/04/2019).
[2] Nassim Nicholas Taleb, The Black Swan the impact of the improbable, Random House, New York, 2007.
[3] Regola OFS n° 7.
[4] Costituzioni Generali OFS , Art. 13.1-2.
[5]Testamento, 2-3.