Messaggio del Ministro generale per la Giornata mondiale contro l’AIDS 2018

Miei cari fratelli dell’Ordine e voi tutti membri della Famiglia Francescana e amici,

il Signore vi dia pace!

Quest’anno è il 30° anno che le persone di buona volontà di ogni parte del mondo sono chiamate a riflettere sulla pandemia da HIV/AIDS, sul suo impatto sull’intera comunità umana e sulla necessità di vigilanza e solidarietà. Più di 36 milioni di fratelli e sorelle sono sieropositivi, dei quali quasi due milioni sono bambini. Due milioni di persone circa hanno contratto l’infezione nel 2017. Dalla scoperta del virus HIV, più di 77 milioni sono stati infettati, mentre più di 35 milioni sono morti per malattie collegate all’AIDS. Di questi, circa 22 milioni hanno accesso alla terapia retrovirale salva-vita, un forte aumento rispetto agli anni precedenti. L’accresciuta consapevolezza del virus e l’aumento dei fondi per la prevenzione e la cura hanno contribuito a promuovere i test per diagnosi rapide che giocano un ruolo importante per aiutare a ridurre nuove infezioni. Il 75%, più o meno, di coloro che vivono con HIV sapevano del loro stato di salute, il che significa che il 25% lo ignorava costituendo, perciò, una minaccia per se stessi e per gli altri a motivo della possibile trasmissione del virus a chi non ne è infettato.

Incoraggio tutti i frati dell’Ordine, tutti gli amici, ogni persona ad approfondire la loro, la nostra consapevolezza della pandemia HIV/AIDA. Ringrazio Dio per il lavoro grandissimo che i membri dell’Ordine hanno intrapreso, in collaborazione con altre agenzie e con singole persone, per dare aiuto spirituale, sociale e medico ai sieropositivi e alle loro famiglie. Questa pandemica ci riguarda tutti, poiché sono sieropositivi anche alcuni dei nostri membri. Riguarda la nostra Chiesa e in realtà tutte le organizzazioni religiose. Per questa ragione, è urgente che cerchiamo modi nuovi per collaborare con ogni persona di buona volontà e per lavorare con cristiani di altre confessioni, come pure con partener interreligiosi che si prendono cura di chi è sieropositivo o ha contratto l’AIDS. Dovremmo anche, all’interno dell’Ordine e della Chiesa, continuare a operare per sradicare lo stigma che molto spesso è associato all’HIV/AIDS, come pure continuare a promuovere un cambiamento in vista di comportamenti eticamente responsabili, un più ampio accesso ai farmaci salva-vita e capaci di ridurre l’infezione, e dovremmo aver cura delle famiglie più colpite dalla pandemia. Ancora, dovremmo riconoscere che, nel mondo, la Chiesa cattolica continua a dare fino al 25% del totale delle cure per chi vive con l’HIV. Dovremmo continuare a investire su questo, incoraggiando tutti i frati dell’Ordine ad approfondire il loro coinvolgimento e a fare ciò che San Francesco d’Assisi si aspetterebbe da noi, quello che egli stesso fece: accogliere e abbracciare tutti, amandoli senza giudicarli, dando la vita nel servizio, così che tutti coloro che sono sieropositivi o hanno contratto l’AIDS possano sperimentare l’abbraccio di chi offre loro solo accettazione, amore e solidarietà.

Durante il mese di dicembre invito tutti voi, miei cari fratelli, ad unirvi a me, alla Chiesa, ad altri credenti per pregare per i fratelli e le sorelle che vivono con l’HIV/AIDS, per le loro famiglie, per chi si impegna nella ricerca di una cura e di un vaccino, per chi aiuta a trovare le risorse finanziarie vitali per combattere questa pandemia.

Preghiamo.

Dio buono e misericordioso,
che sei l’autore della vita,
tu vuoi che coloro che hai creato a tua immagine e somiglianza
sperimentino la pienezza della vita e siano liberi da ogni malattia, da tutte le malattie.

Ti preghiamo: la tua grazia risanatrice scenda su tutti i fratelli e le sorelle che sono sieropositivi o che hanno già contratto l’AIDS. Possano sentire nella loro vita il tocco della tua mano che ama e guarisce.

Ti preghiamo: guida il lavoro di chi è impegnato nella ricerca di una cura, di coloro che si danno da fare per giungere a un vaccino contro questo virus che minaccia la vita.

Benedici anche tutti gli operatori sanitari e chi con amore presta cure ai fratelli e alle sorelle sieropositivi o che già sperimentano gli effetti negativi del virus e dell’uso prolungato di farmaci antiretrovirali salva-vita.

O Dio, rafforza anche il nostro impegno nel mostrare nient’altro che amore e bontà,
verso tutti, ma specialmente verso i fratelli e le sorelle affetti da HIV/AIDS. Amen.

 

Roma, 1° dicembre 2018

Fraternamente,

Fr. Michael A. Perry, OFM
Ministro generale e servo

Prot. 108619