Ministro Generale: Beata Armida, una donna anticipatrice dei tempi più contemporanei

Vi riportiamo la Lettera del Ministro Generale, Fra Massimo Fusarelli, indirizzata alla Famiglia Francescana in occasione della Beatificazione di Armida Barelli, a Milano, Italia:

 

Roma, 30 aprile 2022

  • A tutti i Frati dell’Ordine
  • Alle Missionarie della Regalità di Cristo
  • Ai Fratelli e Sorelle dell’OFS e GIFRA
  • Alle Sorelle Povere di S. Chiara
  • Alle Sorelle Concezioniste

 

Cari Fratelli e Sorelle,

il Signore vi dia pace!

Oggi 30 Aprile 2022 nel Duomo di Milano, viene proclamata Beata Armida Barelli, che è stata chiamata una donna fra due secoli, un’anticipatrice dei tempi più contemporanei, una laica, a tutto tondo. Morta il 15 agosto del 1952 viene finalmente riconosciuta dalla Chiesa come un esempio evangelico da proporre a tutti i fedeli. Nel tempo sinodale che viviamo di tutta la Chiesa, è particolarmente interessante e prezioso che sia una donna, una laica, una consacrata a essere presentata come esempio di santità.

Sono presente a nome dell’Ordine a questa celebrazione. Perché? Certamente a motivo della radice del cammino umano, cristiano e vocazionale di Armida Barelli, che è stata senza dubbio quell’anima francescana che l’ha segnata profondamente. È grazie all’incontro con fr. Agostino Gemelli che questa donna, agli inizi del secolo ventesimo, apre la sua ricerca spirituale, molto profonda, alla freschezza del carisma francescano trovando in esso ispirazione evangelica, libertà di spirito e letizia, radicalità evangelica nella sequela di Cristo vivendo in pieno nel mondo e nella condizione secolare. Il Ministro generale dell’epoca la accolse nella nostra Famiglia, come terziaria e poi come consacrata nella piena secolarità. Il suo legame con l’Ordine è rimasto sempre profondo e libero, mai segnato da sudditanze, da compartecipazione sì.

Armida Barelli nasce il 1 dicembre 1882 a Milano da una famiglia agiata borghese e non respira un’aria propriamente religiosa nella casa, dove una pratica esteriore fa parte delle convenienze sociali. Compie il suo personale cammino grazie all’educazione raffinata che riceve e agli incontri con altre donne che ne orientano la ricca, esuberante e profonda personalità. È così che si apre ad una fede profonda e convinta e man mano si fa strada in lei l’intuizione molto trasparente che Dio la chiami a vivere pienamente nella condizione laicale, cercando con tutto il cuore di aderire alla presenza e all’azione di Dio nella sua vita e nel mondo.

Ecco un punto di partenza formidabile per avvicinarci alla vita e al messaggio di questa donna, una milanese a tutto tondo, profondamente inserita nel suo tempo e capace di anticipare il futuro come pochi: Armida Barelli appunto, la Sorella Maggiore per tante bambine, adolescenti, ragazze e donne del ‘900. infatti, uno dei grandi ambiti di vita e di azione di questa donna sarà l’incontro e l’attività comune di tante bambine, ragazze e donne attraverso l’Azione Cattolica. Da qui partirà un’opera di promozione della donna che per la sua epoca fu veramente straordinaria. Anticipatrice dei tempi, ha compreso che la donna aveva una sua fisionomia non legata a ruoli sociali rigidi e neanche al legame esclusivo con la famiglia o con il convento.

Ha saputo dare corpo al desiderio e al sogno di tante ragazze e donne della sua epoca, liberandone le intense energie. Dal campo culturale a quello politico, dalla animazione liturgica alla educazione alla fede, dal vivere in modo cristiano la tragedia della prima guerra mondiale alla vicinanza a quanti ne soffrivano le conseguenze, dalla resistenza alla dittatura che all’epoca affliggeva il suo paese l’Italia a partecipare pienamente alla rinascita civile e sociale seguita al secondo conflitto mondiale: in tutti questi campi Armida ha saputo ispirare, trascinare, motivare e lasciare esprimere tutte le capacità della donna.

 

Senza dubbio la Beata Armida è stata una costruttrice formidabile, in tutti i sensi: di movimenti, di edifici e opere, di iniziative anche in tempi oscuri come quelli di guerra, di idee e sogni di futuro. È stata al contempo una costruttrice di interiorità, la sua vita più profonda. Qui siamo al cuore della sua esistenza di donna, di cristiana e di francescana.

«La preghiera si trasforma in volontà, la volontà in lavoro, il lavoro in preghiera e in atto».

La Barelli è donna di preghiera; «l’anelito al dialogo intimo Dio», come dice lei stessa, l’accompagna fin dall’inizio e troverà nella piena presenza alle relazioni, al lavoro, ai viaggi, ai progetti e ad ansie e speranze il suo ambiente sempre più naturale.

Armida ha vissuto una spiritualità incarnata, che fa della vita intera una preghiera e della preghiera un’azione trasformatrice del mondo, affinché il seme del Regno cresca.

 

Qui la nuova Beata è stata un’autentica discepola di san Francesco, perché anticipa il futuro quel suo modo di pregare “laico”, che sa trasformare il lavoro in un’esperienza spirituale, che sa interpretare, nell’estenuante attività, nei faticosi viaggi e incontri affrontati per il Regno, un modo nuovo, ma non meno esigente, di vivere la penitenza e il sacrificio; una spiritualità da laici, che non hanno orari e campanelle che li invitano alla preghiera, ma che cercano tempi di intimità con il Signore come anelito profondo dell’anima; una spiritualità che non separa dal mondo, ma che sa leggere, negli eventi della storia, i “segni dei tempi”, ascoltandovi la voce del Signore.

 

In questo cammino la beata Armida Barelli ha dato anche vita con p. Gemelli a una comunità di donne consacrate nel mondo che tuttora cammina in tanti paesi nei quali siamo presenti noi frati minori e quante volte, ne sono testimone io stesso, il cammino è comune e fraterno, sostiene gli uni e le altre nel vivere sulle strade del mondo la fedeltà al Vangelo.

Parlo dell’Istituto Secolare delle Missionarie della Regalità di Cristo.

Per tanti di noi frati un segno della tenerezza del Padre vivendo la condizione comune di vita di tante persone. È anche per noi e per tanti una possibilità di compagnia nella fede e nella vocazione con la sensibilità femminile che tanto ci arricchisce.

 

Mentre ne vediamo la fioritura in questa donna libera e amante, chiediamo allo Spirito del Signore di non restare indifferenti al solco evangelico di santità da lei aperto nel seno del francescanesimo moderno e, mentre ringraziamo l’Altissimo per questo dono, rispondiamo restituendo sempre di nuovo a quell’umanità e a quel mondo che Dio ha tanto amato e ama l’annuncio di vita e di libertà del Vangelo.

Soprattutto oggi, in questo tempo difficile che invoca pace e giustizia per tanti.

Con il mio fraterno saluto e benedizione

 

                                         Fr. Massimo Fusarelli, ofm

                                                                       Ministro generale