Il futuro dei Francescani

Estratto da un articolo pubblicato nel mese di febbraio 2016 dalla rivista «Messaggero di Sant’Antonio» di John Feister

Per leggere l’articolo completo visita: www.stanthonymessenger.org

Fr. Michael Perry, OFM, Ministro generale dei Frati almeno fino al 2021, ha una visione sul futuro dei francescani che riportiamo. La sua visione gli viene dal fondatore: «E chiaro fin dall’inizio, il punto di partenza, quando Francesco pregava davanti al crocifisso, chiedendo:”Signore, che cosa vuoi che io faccia? Che cosa dovrei fare della mia vita?”». E alla fine la preghiera si è estesa ai Frati di oggi: «Che cosa dovremmo fare nel mondo di oggi?». Questa è la grande domanda, dice Fr. Michael: «Come possiamo rivitalizzare noi stessi, alzarci e muoverci di nuovo?».

Che cosa significa questo in pratica? Nell’orizzonte è necessario un cambiamento nel modo in cui i Frati sono organizzati in tutto il mondo. In breve, i Francescani si sostengono l’un l’altro attraverso un sistema di Province e di alcune altre, Entità più piccole. Quando una Provincia cresce fino ad essere troppo grande, ne viene formata una nuova. È vero anche il contrario in alcuni luoghi. Questo sta accadendo in Europa e nel Nord America. Qui la Chiesa continua a subire dei cambiamenti. Ci sono, per esempio, sette Province negli Stati Uniti. Ogni Provincia ha una storia con la Chiesa locale, ha molte relazioni. Fare delle modifiche non sarà facile.

Ci sono strutture troppo grandi. Nel corso dei secoli, il movimento francescano si è diviso in fazioni rivali, per ragioni che hanno poco a che fare con l’oggi. I quattro principali rami dell’albero, che includono sacerdoti e fratelli (OFM, OFM Conventuali, OFM Cappuccini e il Terzo Ordine Regolare), stanno trovando nuovi modi per lavorare insieme.
Dove saremo tra 50 anni? «Beh, fra tre anni, spero che avremo un’unica Università Francescana di Roma». Chiaramente, fra 50 anni non è il problema. L’Università sarà gestita congiuntamente dall’OFM, dall’OFMConv, dall’OFMCap e dal TOR. «Ci stiamo muovendo in questa direzione e penso che ci riusciremo». Sembra, inoltre, che entro tre anni, anche altre forme di cooperazione prenderanno forma.

Fr. Michael fa ancora un ulteriore passo in avanti. Entro la fine dell’anno saranno 800 anni della festa del perdono, chiesta da Francesco a papa Onorio III per consentire l’indulgenza ai pellegrini che avrebbero visitato la chiesetta della Porziuncola, dove l’Ordine ha avuto inizio, ad Assisi. I Francescani, dice, di tutti e tre i rami del 1° Ordine, «si stanno prendendo del tempo per cercare la via del perdono dalle vie con cui ci siamo danneggiati a vicenda storicamente nel corso dei secoli». Infatti, l’anno successivo, il 2017, segnerà i 500 anni dall’atto che ha diviso l’OFM e i Conventuali e «stiamo cercando di vedere in che modo possiamo guarire, facendo una rilettura di quella storia, e che cosa possiamo fare, ancora, per guarire tutte le ferite e cercare la possibilità per un futuro in cui saremo riuniti insieme». E c’è di più nel 2018, la proposta di progetti di missione congiunta.

Tutti i punti vanno in una direzione; ad una nuova visione. Si può vedere come un sognatore di grandi ideali è arrivato al posto che occupa oggi. «Penso al futuro – dice infine Fr. Michael –; c’è la possibilità che Dio ci stia riportando indietro: tornare insieme in un movimento unificato». Chiaramente, anche altri sognano con lui.