V Capitolo Under 10: messaggio finale per tutti i frati – Dichiarazione di Taizé sul dialogo

Nei giorni 7-14 luglio 2019 noi frati minori con meno di 10 anni di professione solenne (Under Ten) provenienti da tutto il mondo, ci siamo radunati in Capitolo a Taizé, in Francia, per riflettere sul tema “Frati in Dialogo”.

Questa celebrazione è stata arricchita dalla presenza di 181 frati minori (in rappresentanza di 5 continenti, 15 conferenze dell’Ordine, 86 entità, 52 nazionalità), raccolti insieme al nostro Ministro Generale, fr. Michael Perry, il Vicario Generale, i Definitori Generali e il comitato organizzatore. La comunità dei monaci di Taizé, che in questi giorni ospita circa 2000 persone da ogni parte del mondo, è stata il valore aggiunto alla celebrazione del nostro Capitolo.

Il tema del Capitolo, “Frati in Dialogo”, è stato proposto in 3 fasi di riflessione: pre-Capitolo, Capitolo e post-Capitolo.

A conclusione di questo tempo di speciale grazia, ci sentiamo di proporre le seguenti osservazioni inscindibilmente legate al tema “Frati in Dialogo” e aperte a prospettive future:

 

1. La questione del dialogo è essenziale oggi per una coesistenza pacifica. Il luogo in cui abbiamo vissuto questi giorni, la comunità di Taizé, ci ha donato un contesto concreto per coltivare fiducia e amicizia. Esempi come questo ci chiedono di esercitarci in una periodica rivalutazione dei preconcetti che si sono formati nel tempo.

Delle relazioni che abbiamo ascoltato in questi giorni, ci sentiamo di sottolineare i seguenti punti:

  • Il Ministro Generale ha enfatizzato che il dialogo nella vita del frate minore significa vocazione in fraternità – amore a Dio, al prossimo, al creato. Contemplando la Trinità, entriamo in una relazione e in una comunione che è il nostro vero DNA. Nella sua relazione, fr. Michael ha individuato la qualità del nostro dialogo fraterno come il perno su cui insistere per trovare modi creativi con cui affrontare le crisi della nostra vita religiosa.
  • Il Priore di Taizé, frère Alois, ha posto l’accento sulla conoscenza dei propri limiti come primo passo verso il dialogo; radicati nella nostra fede come discepoli di Cristo, non dobbiamo temere di dialogare con altri e siamo condotti a non ridurre l’altro alle nostre categorie.
  • Il Segretario Generale per la Formazione e gli Studi, fr. Cesare Vaiani, nella sua riflessione riguardante il modello di dialogo offerto da San Francesco d’Assisi e la primitiva fraternità minoritica, ha voluto richiamare l’importanza di accettare il conflitto come parte inevitabile di ogni dialogo e ha incoraggiato i giovani frati radunati a Taizé ad arricchire il loro bagaglio confrontandosi con frati provenienti da entità che stanno vivendo il dialogo forzati dall’ambiente circostante.

Una fraternità francescana ha vissuto a Taizé dal 1964 al 1972 e anche noi abbiamo sperimentato questo luogo come un luogo di grazia che facilita l’incontro con Cristo nella preghiera e nella lode, nonché il dialogo col mondo e con altri credenti. Nell’ascolto e nell’accompagnamento del popolo di Dio, i fratelli della comunità di Taizé testimoniano il cammino ecumenico e la ricerca dell’unità.

 

2. Come frati minori, abbiamo una ricca tradizione di dialogo e di apertura, a cominciare dallo storico incontro di San Francesco con il sultano d’Egitto al Malik al Kamil nel 1219. Questa tradizione ha trovato conferma e si è ulteriormente allargata nell’esperienza qui vissuta dai frati Under Ten, nell’ascoltare e condividere pensieri e opinioni in gruppi di lavoro di diverse lingue. Sapendo che il dialogo inizia dal cuore, prima di tutto siamo chiamati ad ascoltare gli altri senza pregiudizi e paure, in una società segnata da rapidi cambiamenti legati ai profondi sviluppi tecnologici. Allo stesso tempo, in questa apertura le varie sfide – come differenze sociali e culturali, tensione tra realtà e mondo virtuale, differenze di età, individualismo – necessitano di trovare uno spazio di confronto nel nostro vivere in fraternità.

 

Alla luce del lavoro svolto, noi frati minori dichiariamo che:

Consci dell’enorme difficoltà nel dialogo e nell’apertura che il nostro mondo vive con le sue tentazioni di odio, divisione, violenza e brama di superiorità, siamo chiamati ad imparare dall’esperienza vissuta qui a Taizé, confrontandola con la nostra ricca tradizione di frati minori, a coltivare concrete occasioni di dialogo, apertura, tolleranza e accoglienza: possiamo vedere l’altro non come una minaccia alla nostra esistenza ma una fonte di ricchezza. Ci impegniamo quindi a vivere e trasmettere questa esperienza di valori evangelici sulle orme di San Francesco.

 

Noi frati radunati per il V Capitolo Generale Under Ten OFM vogliamo infine sopra ogni cosa ringraziare Dio l’Onnipotente per gli innumerevoli modi con cui ci guida e ci dirige, attraverso la potente intercessione di Maria Immacolata. Siamo grati al Ministro Generale per aver convocato questo Capitolo, il Definitorio Generale, il comitato organizzatore, i frati della Provincia del Beato Giovani Duns Scoto di Francia e tutte le Province dell’Ordine che hanno fatto un grande sforzo per poter mandare i delegati a questo Capitolo. Un ringraziamento speciale, poi, vogliamo rivolgerlo alla comunità di Taizé, per l’ospitalità e l’amicizia che hanno esteso ad ognuno di noi.

 

Il Signore vi dia Pace!

 

I vostri fratelli Under Ten insieme al Ministro Generale e il suo Definitorio
Taizé, 13 Luglio 2019