Il Capitolo delle Stuoie dell’Ordine dei Frati Minori è giunto al suo quinto giorno, dedicato al terzo nucleo tematico dell’incontro: Abbracciare il futuro, testimonianza e missione.
Introdotto da Fr. Juan Isidro Aldana, Segretario del Capitolo, il prof. e scrittore Eduardo Santos Ribón Badillo, dell’Università di San Bonaventura a Cartagena, in Colombia, ha presentato la sua riflessione suddivisa in 5 “sfide” da sottoporre ai Capitolari.
Ascoltare il grido dei nuovi poveri. San Francesco è l’esempio di un ascolto attivo, secondo il prof. Ribón, perché egli “si spoglia di tutto e sceglie di vivere tra i più poveri”. Ma chi sono oggi i poveri? “Non parliamo solo di coloro che sono privi di beni materiali, ma anche di coloro che sono scartati dalla società: i migranti senza patria, i giovani senza futuro, gli anziani dimenticati, le vittime della violenza e dell’indifferenza”, ha affermato il relatore, evidenziando come le politiche di estrema destra in America Latina e nel resto del mondo abbiano esacerbato le differenze economiche e sociali tra i popoli. E quindi come si può rendere la missione francescana più rilevante per i nuovi poveri del XXI secolo?
Un’ecologia integrale come testimonianza profetica. Il professore ha puntato il dito contro lo “spettacolo mediatico” che gira intorno all’ecologia: tutti ne parlano, ma nessuno fa qualcosa e la situazione è sempre più catastrofica. E se invece si optasse per vie alternative ispirate da San Francesco? Papa Francesco, nella Laudato Si’, esortava a riconoscere come tutto sia collegato e che la crisi ambientale è anche una crisi sociale. “Come francescani, la nostra missione non è solo quella di prenderci cura della natura, ma anche di trasformare i cuori affinché adottiamo stili di vita semplici e solidali”: come possiamo integrare la giustizia ecologica nella nostra vita quotidiana e nella nostra missione?
Superare la polarizzazione e costruire la pace. Ribón sottolinea come le guerre attuali riflettano un mondo profondamente diviso tra ultraconservatori e sinistra, con conseguenze nelle comunità di fede. Queste divisioni portano a violazioni dei diritti umani e una cultura dell'esclusione, contraria allo stile di vita del Santo Vangelo. Come il Padre Serafico che dialogò con il Sultano durante le Crociate, la nostra missione oggi è promuovere dialogo, ascolto e riconciliazione. La sfida resta: come essere costruttori di pace in un mondo così polarizzato?
Apertura ai laici. una Chiesa sinodale e corresponsabile. Di fronte alla crisi delle vocazioni e in forza del Battesimo che abbiamo ricevuto, siamo tutti “discepoli missionari”, come sottolineava Papa Francesco nella Evangelii Gaudium. Perciò, anche “le comunità francescane devono aprirsi alla condivisione della loro missione con i laici, formando uomini e donne che possano assumere responsabilità nelle scuole, nelle università, nei centri sociali e in altre opere che rischiano di chiudere a causa della mancanza di frati”.
Tornare alla dottrina sociale della Chiesa. Di fronte alla crisi sociale, economica, ecologica e culturale del mondo attuale, “il francescanesimo, con la sua opzione per i poveri, la sua sensibilità per la giustizia e la pace e la sua spiritualità incarnata, può e deve tornare ad attingere a questa fonte per rinnovare la sua missione”. Ma stiamo formando i frati e i laici a questi principi affinché trasformino la realtà guidati dal Vangelo e dalla Chiesa?
La riflessione si è conclusa con questa esortazione del prof. Eduardo Santos Ribón Badillo: “Che il Signore ci conceda l’audacia di sognare, l’umiltà di ascoltare e il coraggio di agire, affinché il francescanesimo continui a essere luce in un mondo ferito”.
Il dialogo e il confronto all’interno dei tavoli del World Cafè sono stati alimentati da queste sfide, accompagnate dalle provocazioni lasciate dal prof. Ribón e dalle domande dell’Instrumentum Laboris che hanno invitato la riflessione sul concetto di "Chiesa in uscita" e la sua connessione con il carisma francescano, le esperienze di missione condivisa che hanno rafforzato il senso di fratellanza nella comunità, e infine l'importanza delle relazioni fraterne come fonte di motivazione e sostegno nei momenti di difficoltà.
Con la giornata di oggi si sono chiusi i lavori del World Café incentrati sui 3 nuclei tematici del Capitolo delle Stuoie. Domani, 7 giugno, mentre i Capitolari saranno in pellegrinaggio ad Assisi, la Commissione preparerà la bozza del Documento finale che sarà prima discussa nei gruppi linguistici per eventuali contributi, e poi presentata in assemblea plenaria.
La votazione del Documento finale è prevista per il giorno di Pentecoste, domenica 8 giugno.
Leggi la riflessione del prof. Eduardo Santos Ribón Badillo
Reflessione di Prof. Eduardo Santos Ribon Badillo