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Festival Brother Sun, coltivare le relazioni per far sbocciare la speranza

Francia, 28-31 agosto 2025

02 Settembre 2025

Erano più di 170 i partecipanti, studenti e giovani professionisti (18-40 anni), suore e frati francescani riuniti, negli ultimi giorni di agosto, per celebrare l’800° anniversario del Cantico delle Creature. Questo festival, intitolato “Brother Sun”, è stato preparato in due anni da un gruppo di una quindicina di giovani volontari vicini ai frati della Provincia del Beato Duns Scoto di Francia e Belgio e guidati da Fr. Alejandro Torrado Mendoza, responsabile della Pastorale Giovani e Vocazioni della Provincia. Si è svolto in Alsazia, vicino a Strasburgo, con l’obiettivo di celebrare l’anniversario del Cantico in una “scuola di fraternità”, aperta a tutti, credenti e non credenti, per attingere insieme una speranza per il mondo di domani, afflitto da numerosi sconvolgimenti ecologici e sociali. 

Il programma di queste giornate prevedeva insegnamenti francescani per scoprire la profondità del Cantico e la sua attualità a cura di Fr. Frédéric-Marie Le Méhauté, Ministro provinciale e teologo, momenti di condivisione con ospiti impegnati per un mondo più giusto, momenti in piccoli “gruppi” per sperimentare la fraternità, momenti di servizio per offrirsi generosamente agli altri, laboratori di contemplazione, di scoperta dell’ecologia integrale con la presenza in particolare del Movimento Laudato si’, di preghiera, di lode danzata, dando voce ai più precari, ma anche serate poetiche che elevano l’anima e il cuore verso il Padre Creatore. E soprattutto tanta gioia, musica e festa.

«Sono meravigliato da tutta la preparazione che è stata fatta per questo festival, quasi senza di noi, mi verrebbe da dire, o almeno con un ruolo più di accompagnamento e di presenza che trovo molto appropriato. Ci sono giovani su cui possiamo contare, che gravitano attorno alle nostre fraternità e che vogliono impegnarsi al nostro fianco. Sta a noi lasciare loro spazio, questo fa presagire cose belle per gli anni a venire», ha espresso con gratitudine un frate. Parole ampiamente condivise dalla decina di frati presenti, convinti che la Chiesa di domani si reinventi in questa orizzontalità. «Da diversi anni, la nostra pastorale dei giovani e delle vocazioni si è decisamente inserita in questo modo di lavorare, in sintonia con il sogno di Papa Francesco di una Chiesa sinodale. Alla fine, è molto rilassante per noi: non dobbiamo organizzare nulla per i giovani. Sono autonomi e pieni di qualità. Ma possiamo posizionarci come frati: non sono i nostri progetti che loro seguono, ma il loro progetto che noi aiutiamo a costruire e ad arricchire spiritualmente», riassume Fr. Frédéric-Marie. 

I partecipanti al festival sono unanimi e commossi dalla qualità e dall’intensità delle relazioni che hanno vissuto e ricevuto insieme. «Non sapevo bene cosa aspettarmi venendo a Brother Sun, ma esco molto arricchita da tutti gli incontri che ho potuto vivere», esclama Marie, che scopre i francescani per la prima volta. «I momenti di condivisione in piccoli gruppi mi hanno permesso di scoprire in profondità altri giovani che non avrei incontrato nei miei circoli abituali della parrocchia o del movimento. Ho potuto decostruire alcuni preconcetti e meravigliarmi della presenza di Dio in ciascuno. La nostra Chiesa è bella perché è plurale», tiene a condividere Nicolas. 

Kevin conserva nel cuore il workshop «San Francesco per principianti» che gli ha «permesso di scoprire la figura di Francesco e soprattutto la sua gioia, la sua umiltà e la sua fiducia nel cuore delle prove». Thibaud ammette volentieri: «Prima leggevo il Cantico delle Creature in modo poetico e un po’ ingenuo, ma ho capito che è una bussola per la mia vita. Questo festival mi ha permesso di appropriarmi maggiormente della spiritualità francescana”. Helena, battezzata a Pasqua, si è impegnata come volontaria al festival. Si è ritrovata nella commissione logistica “a servire birre con i frati al bar”, sottolineando il carattere autogestito del festival, dove frati e giovani hanno potuto mescolarsi dalla cappella alla cucina! 

Claire conosce i francescani da una decina d’anni, ma continua a meravigliarsi: «Ho imparato che i frati sanno ballare a qualsiasi età e anche in piena notte!», facendo eco alla «Veglia delle stelle». Vero e proprio momento culminante del festival, questo evento ha offerto ai partecipanti una passeggiata notturna come una ricerca di Dio nel Creato attraverso tutti i loro sensi. Muniti di grandi lanterne che avevano fabbricato loro stessi, i partecipanti al festival hanno vagato nella natura, formando un unico gregge alla ricerca della vera luce. L’hanno trovata nella cappella del santuario di Reinacker sul volto di Cristo di San Damiano illuminato da 170 candele. Accompagnato da alcuni accordi di chitarra, il prologo di Giovanni risuonava nella chiesa: «Il Verbo era la vera Luce che illumina ogni uomo venendo nel mondo».

Fino a tarda notte, i partecipanti al festival hanno contemplato il Cristo e sono stati invitati a ripartire con una candela per essere quel fuoco che illumina le loro relazioni, il loro lavoro, la loro famiglia... Le parole finali sono di Gwendal, attivista ecologista della prima ora: «In Brother Sun ho trovato molta tenerezza e dolcezza, qualcosa di gratuito che si dona, uno spazio che è stato una boccata d’aria fresca», a dimostrazione che con San Francesco la radicalità evangelica è soprattutto una qualità dell’anima per vivere le nostre relazioni.

Emilie Rey, Ufficio Comunicazioni Prov. Beato Duns Scoto

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OFM nel Mondo Centenario Francescano
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