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Il Punto di Fra Massimo – gennaio 2024

27 Gennaio 2024

Oggi prendiamo coscienza ogni giorno di più della pluralità delle culture, anche nella fraternità internazionale dell’Ordine, ricco di colori, linguaggi, sensibilità, visioni molto diverse tra loro. Come vivere questa diversità, che in una società che qualcuno ha definito un “arcipelago” rischia di trasformare la Pentecoste in una nuova Babele? 

Mi sembra che siamo chiamati a imparare sempre di nuovo a vivere questa multiformità non come minaccia, bensì come opportunità, che ci aiuta anche ad ascoltare dove lo Spirito ci sta conducendo. In tal modo possiamo permettere al carisma che ci è affidato di sprigionare nuove visioni, nuove possibilità e aprire nuovi cammini per questo mondo.

Il nostro compito, infatti, non è quello di ripetere le formule che abbiamo forgiato intorno al Mediterraneo e in Europa, sia nella Chiesa che nella nostra Famiglia francescana, ma di ascoltare il modo in cui ogni cultura consente di affermare il nucleo della fede cristiana e della forma di vita dei fratelli e minori, contemplativi in missione tra i poveri.

Questa è la Pentecoste, che implica il riconoscimento reciproco di tutti. Non è scontato tra noi. Giovanni XXIII sognava questo con il Vaticano II, e la sinodalità oggi si inscrive in questo movimento.

Siamo incamminati a livello di Entità dell’Ordine verso i Capitoli delle Stuoie nelle diverse Province e Custodie, che confluiranno in quello internazionale dell’1-8 giugno 2025 a Santa Maria degli Angeli. In questi incontri vogliamo ascoltare le nostre voci e insieme quelle di laici, laiche e religiose, provenienti da tante lingue e culture del mondo, per ridire oggi il nostro carisma. 

Stiamo lavorando ai diversi livelli su tre punti:

  1. Rinnovare la nostra visione: a quali caratteristiche del carisma aprirci oggi? 
  2. Camminare secondo uno stile: quale stile profetico di fraternità in minorità?
  3. Abbracciare il futuro: testimonianza-missione: chi e come serviamo? 

Accogliamo questa convocazione, per non accontentarci di ripetere formule, credendo che il carisma di Francesco, Chiara ed Elisabetta è vivo e può essere declinato nelle tante lingue e culture del nostro mondo, per mostrare oggi a noi e a tutti la bellezza e la novità del Vangelo di Gesù.

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