Contatti
NEWS

Incontro della Famiglia francescana per rifugiati e migranti del Mediterraneo

Marrakesh (Marocco), 10 – 12 maggio

16 Maggio 2024

Dal 10 al 12 maggio a Marrakesh (Marocco) si è svolto il primo incontro della Famiglia francescana al servizio dei migranti e dei rifugiati nel Mediterraneo, a cui hanno partecipato fratelli e sorelle provenienti da Spagna, Italia, Turchia, Francia, Marocco, Grecia. Presenti anche alcuni rappresentanti di Franciscans International, il Segretariato generale per le Missioni e l’Evangelizzazione (SGME) e l’Ufficio generale di Giustizia, Pace e Integrità del Creato (GPIC).

L’incontro è iniziato venerdì 10 maggio con l’Eucaristia presieduta da Fr. Daniel Rodríguez Blanco, OFM, Direttore dell’Ufficio generale di GPIC. Nella sua omelia ha invitato i presenti ad avere l’audacia di costruire una rete francescana nel Mediterraneo per essere una goccia di fraternità in questo immenso mare.
Fr. Francisco Gómez Vargas, Segretario generale per le Missioni e l’Evangelizzazione, ha presentato l’obiettivo del meeting, sintetizzato nel desiderio di conoscersi reciprocamente, scambiarsi esperienze lavorative e creare una struttura capace di articolare una risposta per il Mediterraneo basata sul carisma e sulla spiritualità francescana.
Il Ministro generale dell’OFM, Fr. Massimo Fusarelli, nel suo messaggio inviato ai partecipanti, ha evidenziato la bellezza e allo stesso tempo la tragedia attuale nel Mediterraneo. Ha chiesto alla Famiglia francescana di unire le forze affinché nessuno si senta solo nel proprio lavoro, ma piuttosto parte di una fraternità nel “Mare Nostrum” e che questo non sia, come ha detto Papa Francesco, “un cimitero”, ma una casa aperta a tutti.
Dopo le parole di benvenuto della Custodia francescana del Marocco nella persona di Fr. Jean de Dieu, si è svolta una giornata di riflessione con uno sguardo storico sul Mediterraneo introdotto da Fr. Giuseppe Buffon, a cui è seguita la testimonianza oculare dei migranti e l’esposizione di buone pratiche a cura della Fondazione Gesuita Migra Studium di Barcellona, ​​nella persona di Margarita García, e di Saving Humans Mediterranea, rappresentata da Luca Casarini.

Sabato 11 la Famiglia francescana si è riunita presso il convento dei Santi Martiri del Marocco, nella città di Marrakech. Nella celebrazione eucaristica da lui presieduta, Fr. Francisco ha sottolineato la contraddizione della globalizzazione, che riguarda più l’economia e non la circolazione delle persone. L’appello per i francescani è quello di “globalizzare l’amore” e rendere trasparente il sogno di Gesù, centrato sulla vita e la dignità delle persone come figlie di Dio.
Un momento speciale si è realizzato durante l’ascolto dei progetti che ciascuno dei partecipanti realizza a livello locale. La Famiglia francescana nel Mediterraneo lavora da molti anni con migranti e rifugiati in centri di accoglienza, assistenza sanitaria, mense per i poveri, assistenza psicologica, consulenza legale e sull’immigrazione, centri di ascolto, formazione professionale, scuole di lingua, spazi per l’igiene personale e il lavaggio dei vestiti.
Blair Matheson, direttore esecutivo di Franciscans International, ha invece spiegato i programmi che sviluppano in diverse parti del mondo e l’attività di advocacy che svolgono alle Nazioni Unite e nelle ambasciate.

La giornata del 12 maggio è stata caratterizzata dalla visita del cardinale Cristóbal López Romero, SDB, vescovo di Rabat, che ha presentato con molta chiarezza l’identità e la missione della Chiesa in Marocco, “migrante sociologicamente e teologicamente”, perché la maggioranza dei trentamila cattolici in Marocco sono migranti di almeno cento nazionalità. Per il cardinale la migrazione non è un problema né una disgrazia, ma in molti luoghi i migranti non vengono accolti perché sono poveri. È una Chiesa migrante perché cerca di incarnarsi e di avere un volto marocchino, che vuole costruire il Regno di Dio basato sui valori della giustizia, della pace, della libertà, della vita, della verità e, quello più fondamentale, dell’amore. Il Vescovo di Rabat ha anche sostenuto che il dialogo è il centro della missione: l’esperienza marocchina testimonia che “cristiani e musulmani possono vivere come fratelli”, ha sottolineato, definendo la Chiesa del Marocco “piccola” forse per i numeri, ma autentica, emozionante e appassionata grazie ai suoi membri.

Potrebbe interessarti anche: