Cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico 2018-2019 alla Pontificia Università Antonianum

Lunedì 22 ottobre 2018, dalle ore 9:00, presso l’aula magna della Pontificia Università Antonianum si è tenuta la cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico 2018-2019, alla presenza di fr. Julio César Bunader, Vicario Generale dell’Ordine dei Frati Minori e Vice Gran Cancelliere della Pontificia Università Antonianum, e fr. Cesare Vaiani, Segretario Generale per la Formazione e gli Studi dello stesso Ordine.

Nel corso dell’appuntamento, moderato da fr. Marek Wach, Segretario Generale dell’Università, la prof.ssa Mary Melone, Rettore Magnifico, ha pronunciato il tradizionale “Discorso e relazione sull’anno accademico 2017-2018”, a cui hanno fatto seguito la premiazione degli studenti dell’anno e l’intervento di fr. Witosław J. Sztyk, Rettore della fraternità “Beato Fra’ Gabriele Allegra”, sul tema “Verso un progetto di pastorale giovanile vocazionale: Sinodo dei Vescovi”.

Alle ore 11:15, presso la Basilica di Sant’Antonio, fr. Julio César Bunader ha presieduto la celebrazione eucaristica.

Omelia

Fr. Julio César Bunader, OFM, Vicario generale

Magnifico Rettore, Decani e presidi, docenti, studenti, personale amministrativo, Fratelli e sorelle,

Siamo convocati dal Signore per questa celebrazione eucaristica in occasione dell’inaugurazione del nuovo anno accademico 2018-2019 della Pontificia Università Antonianum, con sede Roma e Gerusalemme, i Centri di Studio di Venezia, di Murcia, e i Centri Affiliati. La comunità educativa, popolo di Dio in festa, vuole iniziare le attività con la preghiera, per ringraziare a Dio Padre che ci ha chiamati a seguire suo Figlio Gesù Cristo e ci sostiene con il dono dello Spirito Santo.

La Parola di Dio che è stata proclamata è un invito a riflettere su temi, sempre di grande attualità, e a lasciarci trasformare per essere testimonio credibile del Vangelo di Gesù Cristo. E vogliamo celebrare in sintonia con il contesto ecclesiale, che corrisponde alla celebrazione della XV Assemblea Generale del Sinodo dei Vescovi, che tratta il tema: I giovani, la fede e il discernimento vocazionale.

Nell’ascolto ai giovani, l’Instrumentum Laboris del Sinodo (n.72) presenta le indicazioni dei seminaristi e dei giovani religiosi, con i seguenti temi: a) la fraternità: il desiderio di una Chiesa che sia “profezia di fraternità”, per cambiare i contesti seganti dalla competizione e dall’individualismo; b) la spiritualità: di una Chiesa nel cui centro ci sia la preghiera e l’intimità con Dio, di essere mistica, capace di aprire alla trascendenza; c) la radicalità: una scelta consapevole di radicalità evangelica, che richiede accompagnamento verso il dono generoso di sé per Dio e per il prossimo.

Le indicazioni precedenti, sono alcune difficoltà e sfide che troviamo nelle comunità religiose e nella nostra Università. In questo punto considero che l’Antonianum possiede le risorse umane ed accademiche per offrire un contributo francescano alle nuove generazioni. Dalla Parola di Dio e dal Sinodo dei giovani, accogliamo tre indicazioni:

1)Para costruire la fraternità, abbiamo bisogno della Prudenza.Il Vangelo di oggi (Lc 12, 13-21) inizi con la richiesta: “uno della folla disse a Gesù: Maestro, dì a mio fratello che divida con me l’eredità”. È vero il fatto che con simile espressione iniziano le discussioni tra le persone, tra le famiglie e nelle comunità. Simo tutti fratelli e sorelle finché non si arriva a certe questioni legate ai diversi tipi di beni, al punto di non considerare più all’altro come fratello o sorella. In questo punto è decisivo la scelta di Gesù, perché si tira subito fuori da queste questioni e dice di tenerci in guardia da quell’egoismo e quel possesso che non potrà riempire il cuore dell’uomo. Siamo consapevoli che è meglio guadagnare un fratello e perdere i beni? Per questo Gesù racconta una parabola dove un uomo per tutta la vita accumula, “ma Dio gli disse: ‘stolto’”. Nostra ricchezza ed eredità è Dio.

2) Laradicalità evangelica ci aiuta a Vivere in Cristo.La lettera di San Paolo agli Efesini (2,1-10) ci esorta a non vivere “alla maniera di questo mondo” (v. 2). Parliamo della situazione dell’uomo prima della conversione a Cristo, cammino che conduce alla morte, sotto il segno del peccato e della condanna. San Paolo aveva già parlato del tema, ora accenna brevemente agli stessi concetti per concludere che la salvezza è giunta a tutti per mezzo di Gesù Cristo. L’espressione “Dio, ricco di misericordia” (v.4) ha una grande profondità teologica e spirituale, dove si concentra l’insegnamento di san Paolo relativo a Dio che aiuta gli uomi­ni sottomessi al dominio del peccato, “meritevoli d’ira” (v.3). Nostro ricordo a Giovanni Paolo II, perché ha scelto queste parole della Scrittura “dives in misericordia” (Ef 2,4), come titolo della Enciclica in cui sviluppa la dimensio­ne divina del mistero della Redenzione.

3)La coerente spiritualitàconduce alla Santità.Possiamo orientare tutte i nostri sforzi per trasmettere la grande tradizione francescana, filosofica, teologica e canonica, con lo scopo che lo studio sia sapienziale.  L’insegnamento coinvolge la vita del professore e dello studente, fino a diventare camino condiviso di santità, perché “convinti che ‘la santità è il volto più bello della Chiesa’ (GE 9), prima di proporla ai giovani siamo chiamati tutti a viverla da testimoni, divenendo così una comunità ‘simpatica’ (cfr. GE 93). Solo a partire da questa coerenza diventa importante accompagnare i giovani sulle vie della santità” (IL n. 231).

In questo cammino credente, come famiglia francescana e fraternità universitaria, troviamo la guida sicura di San Francesco nell’Ammonizione VII, per imparare che la lettera uccidea “coloro che unicamente bramano sapere le sole parole, per essere ritenuti i più sapienti”; “coloro che bramano sapere le sole parole e spiegarle agli altri”.Lo Spirito invece dà vitaa “coloro che ogni scienza che sanno e desiderano sapere, non l’attribuiscono al proprio io, ma la restituiscono con la parola e con l’esempio all’altissimo Signore Dio, al quale appartiene ogni bene”.

Nostra preghiera sia oggi affidata alla intercessione di San Giovanni Paolo II, San Francesco d’Assisi e di Sant’Antonio di Padova, perché il nuovo ciclo accademico della Pontificia Università Antonianum, sia l’opportunità per crescere nella fede e nell’ascolto sapiente dell’Vangelo, vissuto in comunione fraterna e aperta al ascolto dei giovani del nostro tempo “la vera risorsa per il “ringiovanimento” dei dinamismi ecclesiali” (IL 202). La protezione della Beata Vergine Maria ci aiuti ad essere “messaggeri del bene e della bellezza di una vita fedele al Vangelo” (EG 168).