Dal 7 alla mattina del 15 giugno 2026 il Ministro generale Fr. Massimo Fusarelli, accompagnato dal Definitore generale per l’Africa Fr. Siphelele Gwanisheni e dal Definitore generale per le Conferenze slaviche Fr. Konrad Cholewa, ha visitato due giovani presenze dell’Ordine: quelle in Repubblica Centrafricana e in Camerun.
Repubblica Centrafricana
Nella capitale Bangui ha sede la Fondazione “S. Maria degli Angeli”, con la Casa di formazione per i postulanti. La presenza dei frati in questo Paese è iniziata in forma più sistematica nel 1991, con l’arrivo dei frati della Provincia dell’Assunzione (Polonia); oggi la Fondazione dipende dalla Provincia di San Benedetto l’Africano, nella Repubblica Democratica del Congo. Conta dodici professi solenni, sette professi temporanei, sei postulanti e almeno diciassette aspiranti in cammino di preparazione verso l’inizio del percorso formativo. I frati vivono e operano in quattro fraternità intorno alla capitale, dedicandosi soprattutto alla pastorale e a opere di promozione sociale, in un Paese molto povero, privo di una rete stradale e attraversato dalla violenza dei gruppi ribelli.
In una giornata assembleare il Ministro generale e i confratelli che lo accompagnavano hanno potuto incontrare tutti i professi solenni, per guardare insieme al presente e alle prospettive future della Fondazione. È il desiderio di questa piccola presenza: respirare sempre più con l’Ordine e con la sua presenza in Africa. L’incontro con i postulanti ha permesso di sentire il polso dei giovani africani che oggi si avvicinano alla nostra vita. Il Ministro ha anche ricevuto il rinnovo dei voti temporanei di un fratello. L’incontro con l’Arcivescovo di Bangui, il card. Dieudonné, ha aperto ai fratelli gli orizzonti del paese e della Chiesa locale nella quale i frati sono ben inseriti.
Un lungo viaggio in auto ha condotto la delegazione a Bouar, dove da sessantacinque anni vive un monastero di Clarisse, piccolo segno della vita contemplativa in una terra che ne ha grande bisogno. Se non mancano le vocazioni maschili, quelle femminili sono molto più rare; eppure, le sorelle custodiscono una speranza salda e cercano nuove collaborazioni. Questa piccola Entità in RCA è in crescita e fa percepire tutta la bellezza — e insieme la fatica — del passaggio dal lavoro dei missionari a quello dei frati locali: le radici che il carisma francescano è chiamato a mettere in culture nuove, le relazioni con la società e con le Chiese locali, che domandano sempre molta cura per una presenza profetica e di comunione.
Camerun
Dal 2013 sono presenti in Camerun alcuni missionari della Provincia di Santa Maria degli Angeli (Cracovia, Polonia), dalla quale la Casa dipende. Giunti a Yaoundé, ci si è recati in auto ad Abong-Mbang, dove sorge la piccola fraternità: tre professi solenni, due professi temporanei e due aspiranti che si preparano al postulato; altri due professi temporanei risiedono a Kolwesi (RDC) per gli studi di filosofia.
I frati curano una parrocchia e un piccolo santuario dedicato alla Vergine di Fatima, sono inseriti nella vita della diocesi e nel coordinamento dei religiosi, e servono anche quattro villaggi molto semplici e poveri, che la delegazione ha potuto visitare, gustando l’accoglienza e l’ospitalità davvero generosa di questa gente. Una celebrazione mariana dell’Eucaristia domenicale con la comunità parrocchiale ha coinvolto tutti nell’esperienza gioiosa e comunitaria della fede propria di queste Chiese d’Africa. Alla visita ha preso parte il Ministro della Provincia di Cracovia, Fr. Krzysztof Bobak, e il Segretario provinciale per le missioni e l’evangelizzazione, Fr. Nikodem Gdyk: insieme è stato possibile guardare alle prospettive future di questa presenza, che promette una buona crescita.
L’apertura all’Ordine e alla Conferenza francescana dell’Africa francofona è un passaggio importante per chiarire la natura di questa presenza e le sue relazioni con la Chiesa locale, al di là dell’immediato servizio della pastorale parrocchiale.
Una frontiera per tutto l’Ordine
Tra le Province e le Custodie più grandi e in crescita e queste piccole presenze, che avviano l’implantatio Ordinis, la nostra presenza in Africa cresce e chiede l’attenzione e la cura di tutto l’Ordine, anche per l’invio di nuove forze. Si presenta come una delle frontiere principali in cui l’Ordine è e sarà presente, e crescerà nel futuro. Per questo l’Africa continua a chiamarci e provoca la nostra risposta.