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San Giovanni XXIII, terziario francescano

11 ottobre, festeggiamo il “Papa buono”

11 Ottobre 2023

L’11 ottobre festeggiamo San Giovanni XXIII, che la Famiglia Francescana riconosce come uno dei suoi figli eminenti in quanto appartenente al Terz’Ordine Francescano.

Nato a Sotto il Monte, diocesi e provincia di Bergamo (Italia), il 25 novembre 1881, Angelo Giuseppe Roncalli entrò in seminario nel 1892. Nel 1896 il padre spirituale del Seminario di Bergamo, don Luigi Isacchi, lo ammise nell’Ordine Francescano Secolare, di cui professò la Regola il 23 maggio 1897. 

Quando, nel 1959, Papa Giovanni ricevette i Frati Minori nella Basilica di San Giovanni in Laterano in occasione del 750° anniversario dell’approvazione della Regola (non bollata), ricordò la sua appartenenza al Terz’Ordine facendo proprie le parole di Giuseppe nella Genesi: “Lasciatemi aggiungere una speciale parola del cuore a quanti qui presenti appartengono all’esercito pacifico dei Terziari Laicali di San Francesco: Ego sum Ioseph, frater vester (Io sono Giuseppe, vostro fratello). Con tenerezza amo dirvelo. Lo sono da quando, giovane quattordicenne appena, il 1° marzo 1896, vi fui ascritto regolarmente, per il ministero del canonico Luigi Isacchi, padre spirituale e Direttore nel Seminario di Bergamo. Benedico il Signore per questa grazia che mi accordò in felice sincronia con l’atto di iniziare, proprio in quello stesso anno, la vita ecclesiastica con la Sacra Tonsura”.

E continuava ricordando “la gioia serena ed innocente” di quella concomitanza di essere Terziario Francescano e chierico avviato al sacerdozio, e la gioia di sentirsi come preso nel laccio della semplicità, che avrebbe dovuto accompagnarlo fino all’altare e nel resto della vita.

Proprio per questa sua appartenenza la causa di Canonizzazione fu affidata alla Postulazione Generale dell’Ordine dei Frati Minori. In occasione della sua Beatificazione, Fr. Luca De Rosa, Postulatore generale e postulatore della Causa, osservava nella presentazione del quaderno 54 dell’Osservatore Romano come Giovanni XXIII, per il riferimento costante allo spirito di San Francesco d’Assisi, potesse bene ereditare il titolo riconosciuto a Francesco di fratello universale, per l’essere stato instancabile messaggero e profeta della pace, del dialogo e della riconciliazione tra gli uomini, e per aver parlato un linguaggio e compiuto gesti comprensibili a tutti, facendo breccia nei cuori.

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