Dal 9 all’11 dicembre 2025 il Ministro generale, Fr. Massimo Fusarelli, e il Definitore generale per l’Asia-Oceania, Fr. John Wong, hanno visitato la nuova missione dell’Ordine a Ubon Ratchathani, nella Thailandia nord-orientale. La loro presenza ha rappresentato un sostegno importante per un’iniziativa missionaria che segna la terza volta in cui l’Ordine dei Frati Minori stabilisce una presenza nel Paese.
La prima presenza risale al XVI secolo, con i missionari portoghesi provenienti da Macao e Malacca (nell’odierna Malesia). Essa si concluse tragicamente con l’assedio birmano di Ayutthaya nel 1767. La seconda presenza iniziò nel 1985 con un centro di ritiri e un hospice per malati di HIV-AIDS a Lamsai, oltre a un convento di Formazione Iniziale a Samphran, vicino a Bangkok. Tuttavia, nel 2022, dopo un’attenta valutazione della situazione e della mancanza di condizioni necessarie per la continuità della vita e del ministero, il Definitorio generale prese la non facile decisione di chiudere entrambe le presenze.
La scelta fu quella di riconfigurare la missione in Thailandia sotto un’unica Entità, puntando su una presenza missionaria semplice, evangelica, e orientata alle periferie. Il 1° settembre 2023 la nuova Provincia di Sant’Antonio da Padova a Visayas-Mindanao (Filippine del sud) rispose all’invito di aprire una missione nella Diocesi di Ubon Ratchathani, vicino ai confini con Laos e Cambogia. La diocesi conta 61 parrocchie, 39 sacerdoti e circa 25.000 cattolici. È segnata dalla testimonianza di sette martiri - sei catechisti e una giovane madre - uccisi durante il conflitto franco-thailandese del 1940.
I primi due missionari, Fr. Crisologo Dragon, frate sacerdote, e Fr. Christopher Villanueva, fratello laico e artista, iniziarono ufficialmente la loro missione nell’agosto 2024. Oggi prestano servizio pastorale insieme alle Suore Francescane dell’Immacolata Concezione (SFIC) in tre parrocchie vicino al confine cambogiano, in un’area colpita da un conflitto armato dovuto a una disputa territoriale. In alcune zone, i fedeli sono stati costretti all’evacuazione.
La missione presenta diverse sfide, tra cui il tempo necessario per ottenere i visti missionari e per apprendere la lingua thailandese e il dialetto locale Isan. Fr. Crisologo racconta con sincerità le difficoltà dei primi mesi: «Ho davvero faticato molto, ma ho imparato tanto. La mia pazienza e la mia umiltà sono state messe alla prova. Avevo tanti progetti, ma ho dovuto accettare i miei limiti personali e quelli della realtà. Sto imparando a essere paziente con me stesso e con il processo di inculturazione. Quello che posso fare è solo massimizzare le opportunità che ho».
Quando il Ministro generale gli ha chiesto: «Potete continuare questa missione?», Fr. Crisologo ha risposto senza esitazione: «Sono certo che possiamo. Insieme».
I missionari godono del pieno sostegno del vescovo locale e del clero diocesano, delle suore SFIC e del popolo di Dio. Il vescovo Stephen Boonlert ha già avviato i piani per costruire un nuovo convento per la fraternità, che spera di accogliere un terzo frate nel prossimo anno. Le possibilità di evangelizzazione missionaria e di dialogo interreligioso sono molte, anche se i frati riconoscono che tutto deve partire dalla costruzione di una piccola, ma solida comunità fraterna. «La mia speranza - afferma Fr. Christopher - è che possiamo avere la stessa direzione come comunità e come Provincia, così da camminare insieme. Questa missione appartiene alla Provincia e all’Ordine. Non si tratta tanto di ciò che possiamo ottenere, ma di come viviamo e percorriamo il cammino come fraternità».
Nella sua omelia del 10 dicembre 2025, il Ministro generale ha incoraggiato i frati con parole di realismo e speranza: «Vivete la missione in una terra diversa, in mezzo a molte sfide. Come frati minori, impariamo a riconoscere i nostri limiti con serenità. Impariamo ad aver bisogno degli altri. L’umiltà è guardare la realtà così com’è, senza cercare di cambiarla secondo i nostri piani, ma discernendo in essa la volontà di Dio. Vivete con umiltà in Thailandia. Ricordate che la vostra missione non dipende dalla vostra forza, ma dalla presenza di Dio che opera attraverso la vostra realtà di essere una minoranza».