Lo scorso 16 aprile la comunità missionaria di Bla, in Vietnam, ha vissuto una giornata di gioia e di festa per la dedicazione della nuova chiesa del villaggio: non una felicità effimera, ma la gioia della vita che trionfa sulla morte e della speranza che vince ogni oscurità.
La missione di Bla ha attraversato molte vicissitudini. Nel 1993 alcuni membri di minoranze etniche, guidati da una famiglia cattolica vietnamita, iniziarono a conoscere il cattolicesimo. Perseverarono per tre o quattro anni di studio prima di essere battezzati come figli di Dio. Il loro villaggio distava oltre 20 chilometri da dove si teneva il catechismo: una strada fiancheggiata da fitta vegetazione e foresta, polverosa d’estate e fangosa e scivolosa durante la stagione delle piogge. All’epoca si spostavano con una vecchia bicicletta malandata o semplicemente a piedi; ogni poco qualcosa si rompeva, costringendoli a spingere la bicicletta per il resto del tragitto.
Queste difficoltà forgiarono animi forti, resilienti e saldi nella fede. Anche quando furono convocati dal comitato del comune locale per gli interrogatori, sotto la minaccia delle armi, pressati affinché rinnegassero la loro fede o costretti ai lavori forzati per giorni, rimasero fermi nelle loro convinzioni. Il signor Arich disse alle autorità: “Non possiamo abbandonare la nostra fede perché è nelle nostre anime e nei nostri cuori. La fede non è come un vestito che si può togliere quando si vuole. Perciò non possiamo rinunciarvi”. Invece della paura, il loro amore per Dio crebbe ancora più intensamente, spingendoli a proclamare coraggiosamente il Vangelo a tutti e ai villaggi vicini.
Con il passare del tempo, i semi che avevano seminato iniziarono a dare frutto. Ogni anno, durante la Veglia Pasquale, nuovi membri diventavano figli della Luce, figli di Dio. Con l’aumentare del numero dei fedeli, crebbe anche la necessità di un luogo dove riunirsi per la preghiera, per il Rosario, la condivisione della Parola di Dio e la celebrazione della Messa. Così, nel 2010, grazie alla generosità e all’amore per Dio del signor Philip Plâl, fu costruita una cappella - si trattava solo di una piccola stanza per gli ospiti. Ma, gradualmente, quella piccola stanza fu ristrutturata e ampliata. Inizialmente le autorità la ostacolarono, vietando l’ampliamento e arrivando persino a demolirne alcune parti. Tuttavia, di fronte alla forte volontà e alla lealtà degli abitanti del villaggio, le autorità permisero infine alle attività religiose di continuare senza ulteriori interferenze. Eppure, la piccola cappella non riusciva a soddisfare le esigenze della crescente congregazione, così il Guardiano della Fraternità di Pleiku e il frate responsabile della stazione missionaria di Bla, insieme agli abitanti del villaggio, contribuirono con manodopera e risorse, determinati a costruire una nuova e dignitosa cappella. Grazie alla proposta del Ministro provinciale e al sostegno della Provincia, della Fraternità, di benefattori, parenti e della popolazione locale, la nuova cappella fu finalmente completata e benedetta dopo otto lunghi mesi.
Gli Altipiani Centrali del Vietnam sono noti come una terra di sole e vento, e lo sono davvero! Nella calura soffocante di aprile, la mattina di giovedì 16 aprile 2026 è stata solennemente celebrata la Messa, presieduta dal Vescovo della Diocesi di Kontum, mons. Aloisio, insieme al suo Vicario e a Fr. John of God Nguyen, Ministro della Provincia “San Francesco d’Assisi” del Vietnam. Erano presenti numerosi sacerdoti, religiosi e fedeli, nonché benefattori e parenti provenienti da ogni dove. Questa grande e vibrante comunione è stata un bellissimo segno della Chiesa locale: una Chiesa unita nella fede e nell’amore.
Fin dalle prime ore del mattino, folle di persone si sono riversate da ogni direzione verso il nuovo santuario, creando un’atmosfera di gioia, felicità e sacralità. L'atmosfera festosa è stata amplificata dalla cerimonia di benvenuto, dove il suono dei gong riecheggiava insieme alla danza Xoang, fluida ed elegante, dei giovani Bahnar.
Prima della Messa, alle 8:00, il Ministro provinciale ha tenuto una presentazione sull’eredità di San Francesco e sui valori fondamentali della spiritualità francescana. Ha parlato di una conversione radicale scaturita da due incontri: quello con il lebbroso e quello con Gesù Crocifisso a San Damiano. La seconda eredità è l’amore per la Chiesa e per l’Eucaristia. La terza è vivere in fraternità, essere fratelli di tutte le persone e di tutto il creato. Infine, è l’annuncio del Vangelo della pace. Le sue parole hanno illuminato il significato dell’evento: costruire un santuario non solo con materiali fisici, ma attraverso una vita di povertà, umiltà e fraternità, radicata nella Chiesa, nella contemplazione dell’Eucaristia e nell’annuncio del Vangelo.
Durante la Messa, attraverso la liturgia e l’omelia del Vescovo, la comunità è stata invitata a comprendere che una chiesa non è solo un luogo di celebrazioni, ma una casa di comunione, un luogo dove ognuno trova pace e si nutre nella propria vita di fede. La gioia di questa dedicazione non si esaurisce con il completamento dell’edificio; essa apre un nuovo cammino: costruire una comunità viva, fedele al Vangelo e testimone nel mondo.
La gioia di quel giorno è la gioia di un popolo rinato. Da silenziosi sacrifici, sudore e preghiere incessanti, tutto si è cristallizzato in un luogo sacro dove Dio dimora in mezzo al suo popolo. Questo evento servirà a tutti noi frati come promemoria per rimanere fedeli alla vocazione di vivere la “minorità” all’interno della Chiesa; restare vicini al popolo di Dio, specialmente alle comunità bisognose; diventare strumento di pace, contribuendo all’edificazione della Chiesa attraverso una vita semplice di servizio.
Possa Dio, per intercessione di San Francesco d’Assisi, continuare a benedire la comunità di Bla, il Vescovo, i sacerdoti, i religiosi, i benefattori e tutti noi, affinché ciascuno diventi una “pietra viva” nella casa della Chiesa.
Fr. Duc Tri, OFM