Dal 5 all’11 ottobre 2026 a Kota Kinabalu, in Malesia, si è tenuto l’incontro della Rete Francescana per la Pace e l’Ecologia Integrale dell’Asia. L'evento è stato ospitato da Fr. Cosmas Francis OFM, animatore GPIC della Custodia di Sant’Antonio (Singapore-Malesia-Brunei), con il supporto dei membri dell’Ordine Francescano Secolare di Kota Kinabalu-Malesia. All’incontro hanno partecipato gli animatori GPIC-OFM provenienti dall’Asia, gli animatori GPIC-OFMCap provenienti da Malesia e Indonesia, suore francescane di Sabah-Taiwan-Myanmar, francescani secolari, professionisti, membri di Franciscans Internazional e l’Ufficio generale GPIC-OFM di Roma.
Concentrandosi sul tema “Gestione dei disastri naturali”, i partecipanti hanno iniziato l’incontro con una domanda di riflessione: Cosa può fare la nostra Rete Francescana per prevenire la distruzione ambientale e ridurre il rischio di disastri? Presentazioni e spunti provenienti da Corea del Sud, Myanmar, Papua Occidentale e Flores (Indonesia), hanno contribuito a rispondere a questa domanda, insieme a un’approfondita discussione su una transizione energetica equa guidata da Franciscans International.
Successivamente, sono stati condivisi esempi di come le comunità locali possano rafforzare la propria capacità di rispondere alle sfide ambientali. Tra gli esempi citati, la raccolta differenziata dei rifiuti in India, le Stazioni della Via Crucis ispirate alla Laudato Si’ a Boolitikon (Sabah, Malesia), gli orti sostenibili a Taiwan e la promozione del diritto a un ambiente sano.
Consapevoli dell’importanza fondamentale di promuovere una profonda consapevolezza e sensibilità umana verso la cura della Madre Terra, i partecipanti hanno approfondito la riflessione su come le scelte umane contribuiscano alla crisi ambientale. Hanno esaminato l’errore umano e la necessità di una conversione ecologica, interrogandosi sui cambiamenti necessari nei loro stili di vita personali, comunitari e istituzionali.
Per rispondere a questa domanda, hanno condiviso approfondimenti sull’agricoltura biologica in Indonesia, sulla priorità data alla cura del creato rispetto allo sviluppo nelle Filippine, sulla limitazione della produzione e del consumo e sulle ragioni per cui lo stile di vita francescano rimane attuale.
I partecipanti hanno inoltre discusso di strategie di risposta rapida per le comunità vulnerabili colpite da disastri, prima, durante e dopo l’emergenza. Hanno esplorato diverse aree chiave degli aiuti umanitari, tra cui come istituire un sistema organizzato e un piano ben preparato, collaborare con i principali attori e volontari e sostenere le comunità colpite nelle fasi di recupero, ricostruzione e resilienza. Hanno inoltre sottolineato l’importanza di passare con saggezza dalla semplice fornitura di assistenza alla promozione dell’empowerment, garantendo un supporto efficace alle vittime senza alimentare un ciclo di vittimizzazione.
In definitiva, la riflessione ha rivelato un forte apprezzamento per la Rete come spazio di fraternità, apprendimento, condivisione e collaborazione internazionale. Il messaggio centrale ha sottolineato il desiderio collettivo di trasformare le relazioni, le conoscenze e l’ispirazione acquisite durante gli incontri in una collaborazione duratura e in azioni concrete.
L’evento si è concluso con un viaggio di studio, che ha incluso una visita alla comunità di Kuyungon a Kampung Tambungan, Sabah-Malesia, dove i residenti stanno costruendo una comunità autosufficiente nello spirito di “vivere in armonia con la natura”. I partecipanti hanno anche visitato il villaggio culturale di Mari-Mari, dove gli abitanti del Sabah preservano la foresta e la natura come parte integrante della loro cultura e identità.