Prima di partire per la destinazione designata, i frati del programma hanno partecipato a quattro settimane di corso intensivo, nell’ottica di essere preparati a intraprendere un “lungo pellegrinaggio”. Spostandosi di luogo in luogo, i frati sono stati coinvolti nelle più diverse attività: dal riparare una chiesa alla ricostruzione post uragano a Porto Rico con i laici; dal servizio in una mensa per i poveri alla formazione tramite film e libri sulla missione. “Per questo tipo di esperienza c’è bisogno di alcune caratteristiche - spiega fr. Michael -: apertura all’azione di Dio; flessibilità perché le cose funzionano diversamente da come si è abituati; pazienza con se stessi, perché si impareranno cose nuove; persistenza, per continuare nel cammino”. Un esempio da seguire in questo cammino radicale deve essere sempre San Francesco: “uomo di preghiera, rispettoso della natura, coraggioso”.
Ai frati in partenza per la loro esperienza di servizio, è stato fornito anche un supporto psicologico, per dare loro gli strumenti per affrontare questo viaggio. Nelle prime settimane di formazione, sono state molto importanti le condivisioni delle esperienze vissute: da una prospettiva francescana i frati hanno raccontato di iniziare a sperimentare la gioia della vita semplice. “Il punto chiave di tutto il progetto è vedere il volto di Dio nei poveri e negli emarginati, per sperimentare la grazia di Dio tramite loro”, ha spiegato Fr. Michael.
Alla formazione iniziale è seguito poi il momento dell’invio a due a due nelle diverse località di servizio, dove avevano un mentore designato, per essere guidati in questa nuova esperienza. Attraverso almeno 30 ore alla settimana con i poveri, i frati hanno potuto fare un’esperienza immersiva, per rendersi conto che il mondo francescano non è solo la piccola provincia di provenienza.
I neo professi hanno cercato di offrirsi per quello che veniva loro richiesto: servire i poveri e trascorrere del tempo con i bambini di strada in Giamaica, supportare i senza tetto a Philadelphia, aiutare i tossicodipendenti a San Francisco, stare accanto ai migranti al confine con il Messico. “Non è sempre facile essere una fonte dell’amore di Dio in posti come quelli - ha affermato Fr, Michael -. Eppure, quando alla fine dei dieci mesi abbiamo avuto un incontro finale e gli ho chiesto di scrivere in che cosa si sentissero cresciuti, i frati hanno parlato di umiltà. Non hanno potuto scegliere dove andare, con chi andare, ma hanno scoperto la presenza di Dio lì dove sono stati mandati. Uno di loro ha detto: non importa dove sono, l’importante è che io sia con i poveri”.
B.G.