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Celebrazioni per la Solennità di San Francesco 2026

Nell’VIII Centenario del Transito

05 Ottobre 2026

Le celebrazioni della Solennità di San Francesco hanno assunto un carattere davvero speciale in questo 2026, a 800 anni dalla Pasqua del Poverello di Assisi. Non solo Patrono d’Italia – da quest’anno il 4 ottobre è festa nazionale in Italia – ma simbolo di pace dal valore universale: è stato questo il filo rosso che ad Assisi ha unito i diversi momenti che il 3 e 4 ottobre hanno fatto memoria della morte di San Francesco, culmine dei Centenari che la Famiglia francescana ha celebrato dal 2023 ad oggi.

Nel pomeriggio di sabato 3 ottobre, la Basilica Papale di Santa Maria degli Angeli ha accolto la solenne commemorazione del passaggio del Poverello dalla vita terrena alla Casa del Padre. In questo anno centenario, il Transito si colloca dentro un orizzonte più ampio, nel quale la testimonianza di Francesco torna a interpellare il mondo sui valori della pace, della fraternità, della solidarietà e della custodia del creato. La sera della Porziuncola, nella sua essenzialità, conserva però anzitutto il significato cristiano dell’evento: la memoria di un uomo che giunge alla morte come all’ultimo atto di una vita consegnata, accogliendo anche sorella morte corporale dentro la lode al Creatore.

Nei Primi Vespri del Transito, il Ministro generale dell’OFM, Fr. Massimo Fusarelli, ha ricordato come Francesco sia passato “dalla vita alla vita” e abbia saputo chiamare la morte “sorella”. L’VIII Centenario non chiude però una stagione commemorativa: lascia piuttosto aperta una responsabilità. Quella di Francesco, ha affermato il Ministro, resta infatti una “memoria pericolosa perché è piena di Vangelo e non possiamo addomesticarla e non vogliamo”. Proprio accanto al luogo in cui Francesco morì povero, Fr. Massimo ha consegnato una parola di speranza che assume anche il valore di un giudizio sulla storia: “La storia resta nelle mani di Dio che è amore, non dei tiranni di questo mondo”. Da qui l’invocazione finale perché, per intercessione di Francesco, cristiani e francescani possano rimanere fratelli e sorelle “piccoli per tanti” e continuare a essere nel mondo quel “seme di eternità” che il Santo di Assisi è stato e rimane.

Nella celebrazione da lui presieduta la mattina del 4 ottobre in Porziuncola, Fr. Massimo ha ricordato come tutto abbia avuto inizio da quella “piccola porzione” di luogo, che Francesco ha scelto, ha riparato, ha chiesto di esservi deposto morente, l’ha raccomandata ai frati per custodirla e non abbandonarla mai. “Questa piccola porzione è diventata il luogo del Perdono – ha detto il Ministro generale nell’omelia - dove da secoli arriva chiunque abbia bisogno di misericordia. Il Vangelo di oggi dice: «Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi». Tutti. La domanda che il Centenario ci pone è semplice: le nostre fraternità, le nostre comunità, la Chiesa che siamo, sono ancora una piccola porzione dove chi è stanco trova ristoro?”, ricordando che il vero ristoro lo dà solo Gesù.

Il 4 ottobre il messaggio universale di pace del Santo di Assisi, icona di speranza e di fraternità, è giunto in tutto il mondo, vista la presenza al Sacro Convento di Assisi degli ambasciatori dei Paesi accreditati presso la Repubblica Italiana. Presenti tra gli altri anche il Card. Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna e Presidente della Conferenza episcopale italiana, e Mons. Felice Accrocca, Vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino-Foligno.

Presente anche il Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, che dopo la celebrazione eucaristica ha rivolto un messaggio dalla Loggia del Sacro Convento, rendendo la giornata ancora più significativa e solenne. “Ricordare, oggi, l’insegnamento di Francesco al mondo contemporaneo vuol dire porre in luce alcuni fondamenti decisamente attuali anch’essi della sua predicazione: la dignità di ogni persona, il rispetto del Creato, la pace”, ha detto il Presidente. “Per il santo di Assisi, infatti, ogni essere vivente è stato creato da Dio e va rispettato e amato in quanto tale. […] Oggi terribili conflitti insanguinano tante parti del mondo, e addirittura in alcune parti si torna a benedire le armi e a porre gli eserciti sotto insegne religiose: Francesco ci insegna che non c’è colpa maggiore di quella di uccidere altri uomini in nome di Dio. […] In questi tempi segnati da guerre insensate e crudeli, da «tanta violenza, manipolazione, arroganza», come ha detto, giorni fa, Leone XIV, l’auspicio è che il sole di Francesco possa illuminare il mondo, convertire le menti indurite dall’odio, indicare la via della pace, della speranza, della serena, fraterna convivenza”.

Proprio Leone XIV, durante l’Angelus in Piazza San Pietro, ha rivolto queste parole al Santo di Assisi: “Proprio oggi, nell’ottavo centenario della morte, desidero ricordare un operaio che ha lavorato con gran frutto nella vigna del Signore: San Francesco d’Assisi, al quale Gesù stesso chiese di riparare la sua Chiesa. Ispirato dal Crocifisso, Francesco edificò anzitutto la propria vita sul fondamento di Cristo, condividendone la povertà, la letizia e le sofferenze, fino al mistico segno delle stigmate. Uomo di preghiera ardente, pieno di carità verso tutti, fu esempio per i primi frati che condivisero la sua ascesi come autentica condizione per la riforma della Chiesa. San Francesco l’ha riparata in virtù della fede nel Signore Gesù, sanando le crepe della discordia con la testimonianza dell’amore fraterno. Carissimi, il carisma di San Francesco porta frutto ancora oggi, dopo otto secoli: lo testimoniano non solo la grande e vivace Famiglia francescana, ma i molti doni che la sua eredità spirituale diffonde nel Popolo di Dio. Mentre dunque celebriamo l’anno giubilare francescano, chiediamo con perseveranza il dono della pace e impegniamoci sinceramente a costruire la concordia fra i popoli.

Leggi l’omelia del Ministro generale
Leggi il messaggio del Presidente della Repubblica Italiana

In collaborazione con www.assisiofm.it

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Famiglia francescana San Francesco Lettere e omelie Centenario Francescano Ministro Generale
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Fr. Massimo Fusarelli Omelie MG
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