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Gerusalemme, le tre religioni di nuovo insieme contro il Coronavirus

29 Aprile 2020
Dopo l’incontro organizzato , qualche settimana fa, dalla municipalità di Gerusalemme, i leader religiosi della Città Santa si trovano di nuovo a pregare insieme. Al King David Hotel, nella parte ovest di Gerusalemme, arrivano i Rabbini-capo di Israele - il sefardita Yitzhak Yosef e l’ashkenazita David Lau. Sono loro a comporre la preghiera che chiede la fine della Pandemia di Coronavirus. Rabbi DAVID ROSEN Direttore Dipartimento Affari Internazionali Interreligiosi dell’AJC "Questa tragedia è anche un’opportunità. Ci consente di comprendere cosa è davvero importante nella vita, e per la comunità religiosa è anche un’opportunità importante per riunirsi insieme, per esprimere la fede che condividiamo nell’unico creatore e guida del mondo. Molto spesso l’Onnipotente utilizza - se vogliamo dire cosí - minacce e pericoli per portare gli uomini a fare ciò che è buono e necessario, e forse questo ne è un esempio." Comune è il salmo - il 121 - che conclude la preghiera interreligiosa, anche se diverse sono le lingue con cui ognuno la recita. Fianco a fianco - ma pur sempre mantenendo la distanza di sicurezza di due metri - ci sono l’Amministratore Apostolico del Patriarcato latino di Gerusalemme e il Patriarca Ortodosso, Sua Beatitudine Teofilo III, la guida spirituale dei Drusi Mowafaq Tarif, e i due imam musulmani Gamal el Ubra e Agel Al-Atrash. S.E. Mons. PIERBATTISTA PIZZABALLA, OFM Amministratore Apostolico del Patriarcato Latino di Gerusalemme "Questo virus non conosce confini di politica, di razze e di religioni, ed è riuscito a fare una cosa molto rara, soprattutto qui a Gerusalemme: fare in modo che fedeli di fedi diverse - ebrei cristiani, musulmani e drusi - preghino contemporaneamente la stessa preghiera insieme. Speriamo che si possa continuare in questa direzione, non solo per combattere il virus ma per essere più uniti tra noi." In poche settimane a Gerusalemme si sono concentrate le principali feste dell’anno per tutte e tre le religioni: la Pasqua Ebraica, quella Cristiana, l’inizio del mese di Ramadan. Ad unire i fedeli dell’unico Dio, anche l’impegno ad adattare le proprie tradizioni e liturgie alle restrizioni anti-contagio. Rabbi DAVID ROSEN Direttore Dipartimento Affari Internazionali Interreligiosi dell’AJC "Non penso di aver mai affrontato una situazione come questa. Molta della nostra vita liturgica è comune, pensata per stare insieme, ma abbiamo dovuto trovare il modo farlo senza essere fisicamente vicini l’uno all’altro. Abbiamo iniziato ad utilizzare molto applicazioni come Whatsapp o Zoom. Che sono molto importanti ma, nondimeno, molto spesso quando sviluppiamo certe tecnologie queste tendono a prendere il controllo su di noi. Questi sono alcuni dei pericoli di cui dovremo tenere conto nell’era post-pandemia, anche per quanto riguarda il modo in cui educhiamo e guidiamo le nostre comunità."   Fonte: cmc-terrasanta.org  
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