Il 10 giugno a Piazza San Pietro, all’interno dell’Incontro Mondiale sulla Fraternità Umana, è stato proiettato un video realizzato dal Progetto Nagasaki OFM, una comunità francescana internazionale di pace, la cui idea fondante è quella di diffondere e promuovere una pace duratura nella città di Nagasaki e nel mondo.
Il meeting, dal titolo “Not Alone”, è stato promosso e organizzato dalla Fondazione Vaticana “Fratelli tutti”, presieduta dall’Em.mo Card. Mauro Gambetti, OFMConv, che ha interpellato il Progetto Nagasaki per la realizzazione di un video da proiettare durante la manifestazione.
Nel video, realizzato dal “Progetto Nagasaki: Comunità Internazionale di Pace” dell’OFM, in collaborazione con Fr. John Wong, Definitore Generale e Presidente della Commissione Generale per il Servizio per il Dialogo, e girato dentro e intorno all'ipocentro dell'esplosione della bomba atomica a Nagasaki, Giappone, e curata dall’Ufficio Comunicazione della Provincia di San Pedro Bautista (Filippine), vediamo Fr. Jacobo Hitoshi Kataoka, OFM, discendente diretto dei cristiani nascosti, che furono perseguitati per oltre 240 anni a Nagasaki. Aveva 9 anni e aveva appena finito di confessarsi nella chiesa di Urakami, quando la bomba atomica esplose il 9 agosto 1945. In pochi minuti racconta la sua esperienza di violenza e morte, di armi nucleari e di odio, ma anche e soprattutto di pace, di relazione con Dio, di fraternità.
Guarda il video: “No alla violenza, mai più violenza”
Il “Progetto Nagasaki: Comunità Internazionale di Pace” nasce nel 2010 da un’idea dell’allora Ministro generale Fr. José Rodríguez Carballo, quando visitò Nagasaki in occasione dell’incontro della Conferenza dell’Asia orientale, tenutosi in Giappone. La sua breve permanenza e l’esperienza del luogo gli ispirarono il sogno di una comunità internazionale di frati a Nagasaki, che fosse una testimonianza vivente di pace e di riconciliazione.
Fu scelta proprio Nagasaki per la sua storia: tutti ricordano la bomba atomica sganciata nel 1945, ma poco si parla delle persecuzioni che i cristiani subirono nei secoli precedenti (dal XVI al XIX secolo). Non è un caso che la Provincia OFM si chiami appunto “Santi Martiri del Giappone”: tra questi 26 martiri, uccisi nel 1597, vi era anche il frate missionario San Pedro Bautista (che ha dato il nome alla Provincia nel nord delle Filippine).
La chiave del Progetto è vivere come fraternità contemplativa in missione evangelizzatrice. I frati della fraternità di Nagasaki sostengono la campagna per la messa al bando delle armi nucleari, collaborano in attività per la pace con l’Ufficio GPIC dell’East Asia Conference e con altre agenzie che svolgono lo stesso tipo di advocacy.