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Beato Giovanni da Parma

19 marzo, Ministro generale dell’Ordine

19 Marzo 2024

Giovanni Buralli nacque a Parma intorno al 1208; ancora fanciullo, rimase orfano e fu affidato ad uno zio chierico direttore dell’ospizio di San Lazzaro, nei sobborghi della città. Questi gli permise di studiare presso eminenti maestri, tra cui Sinibaldo Fieschi, futuro papa Innocenzo IV. Giovanni conseguì il titolo di Maestro ed ebbe l’incarico di insegnare Logica, emergendo subito per cultura e religiosità.

Nel 1233 entrò nell’Ordine dei Frati Minori e il Ministro generale, frate Elia, lo impegnò nel settore degli studi e dell’insegnamento. In pochi anni divenne notissimo nell’Ordine e nella Chiesa come dotto in lettere, teologia e musica. Insegnò infatti a Bologna, Napoli, Parigi e nel 1245 partecipò come consulente teologo al I Concilio di Lione.

Nel Capitolo generale del 1247 fu eletto Ministro generale; essendo desideroso del bene di tutto l’Ordine, il suo governo si caratterizzò per linee programmatiche messe in atto con grande zelo: intraprese la visita diretta a tutte le Province dell’Ordine, stabilì che i Capitoli generali fossero convocati alternativamente “al di qua” e “al di là” delle Alpi, ridiede prestigio al carisma francescano della semplicità delle origini rivalutando nell’Ordine i servizi fraterni e il lavoro manuale. 

Il suo zelo ebbe largo consenso nell’Ordine e nella Chiesa: papa Innocenzo IV lo coinvolse nel tentativo di ricucire lo scisma con la Chiesa di Costantinopoli e, sebbene non raggiunse il risultato sperato, tutti ne riconobbero le virtù.

Tornato al completo servizio dell’Ordine, Fr. Giovanni dovette occuparsi del crescente contrasto a Parigi tra i maestri laici dell’università e quelli degli Ordini Francescano e Domenicano, questi ultimi visti negativamente dai primi perché attiravano più studenti. Il Ministro francescano rappresentò entrambi gli Ordini davanti all’assemblea generale dei docenti e, grazie alla sua abilità dialettica, ottenne il riconoscimento all’insegnamento che non fu più messo in discussione.

Da quel momento, la vita di Giovanni fu caratterizzata dalle turbolenze che stavano investendo l’Ordine: accusato infondatamente di aver aderito alle idee eretiche di Gioacchino da Fiore, convocò in anticipo il Capitolo generale (2 febbraio 1257) e indicò come successore Fr. Bonaventura da Bagnoregio, che all’epoca insegnava allo Studio di Parigi. Decise di ritirarsi a Greccio e in seguito dovette difendersi dalle accuse di gioachimismo nel processo canonico che si celebrò a Città della Pieve.

Terminato il processo, nel quale era intervenuto a suo favore anche il card. Ottobono Fieschi, futuro papa Adriano V, Fr. Giovanni tornò a Greccio, dove visse in solitudine e austerità per trenta anni insieme a pochi altri fratelli.

Nel 1288, quando Fr. Gerolamo d’Ascoli venne eletto Papa (Nicolò IV), Fr. Giovanni, sebbene ottantenne, gli chiese di poter tornare in Oriente per tentare nuovamente di ricucire lo scisma. Purtroppo, il 19 marzo 1289, mentre era in viaggio verso Ancona per potersi imbarcare, venne colto da Sorella Morte a Camerino.

L’ininterrotta venerazione nell’Ordine e non solo, a Camerino, Parma e nelle zone circostanti, fu riconosciuta il 1° marzo 1777 da Pio VI che ne approvò il culto e il titolo di Beato.

Cfr. Frati Minori Santi e Beati, a cura di Fr. Silvano Bracci, OFM e Sr. Antonietta Pozzebon, FMSC. Editrice Velar, 2009, pp. 78-81

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