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Capitolo delle Stuoie delle Case romane dipendenti dal Ministro generale

Sacrofano (Roma), 3 e 4 maggio

04 Maggio 2024

Il 3 e 4 maggio si è tenuto a Sacrofano (Roma) il Capitolo delle Stuoie delle Case romane dipendenti dal Ministro generale. Quasi 100 partecipanti provenienti dalla Curia generale, dal Collegio S. Isidoro, dal Collegio S. Antonio e dal Collegio dei Padri Penitenzieri Lateranensi, hanno dialogato e riflettuto sul significato che oggi hanno per l’Ordine le parole Carisma, Comunione e Missione.

L’incontro, organizzato dalla Segreteria generale dell’Ordine e da quattro membri delle case romane dipendenti dal Ministro generale, è stato strutturato alternando momenti di ascolto, condivisione nei laboratori in gruppo e di preghiera.

Dopo il benvenuto di Fr. Maciej e il saluto del Ministro generale, Fr. Massimo Fusarelli, i partecipanti (tra cui anche laici – uomini e una donna - e due religiose), hanno ascoltato l’intervento di Remo di Pinto, ex Ministro nazionale per l’Italia dell’OFS, incentrato sul Carisma francescano. Molti i temi toccati da Remo: vocazione, felicità, gratitudine, riconoscenza, misericordia, fraternità, preghiera, disponibilità, riconciliazione, opportunità, annuncio... Tutti collegati alla vita di Francesco, ma anche alla propria esperienza personale. 

Queste parole e una metodologia di filosofia pratica, hanno aiutato i convenuti nel successivo “World Coffee”, un laboratorio di dialogo – ascolto reciproco – che si è realizzato in 10 gruppi di lavoro che ha coinvolto i partecipanti a riflettere sul tema del carisma, espresso attraverso 5 parole chiave che alla fine ogni gruppo ha condiviso con gli altri. 

Durante la celebrazione eucaristica, riprendendo le parole del Vangelo e di come Filippo esprima la volontà di “vedere il Padre”, il Ministro generale ha ricordato come il centro della fede sia proprio Gesù Cristo e di come San Francesco lo enfatizzi scrivendo nella Regola dei Frati Minori di voler vivere il Vangelo. “Quale realtà e quali parole riceviamo noi oggi per aprirci al futuro? Cosa oggi connota il nostro carisma?”, ha chiesto Fr. Massimo, ricordando come proprio il carisma sia una realtà dinamica, che parte dalla relazione con Dio e che si apre all’umanità, alle relazioni con le donne e gli uomini del tempo. 

La sessione pomeridiana è stata aperta dalla relazione dei coniugi Michela Lazzeroni e Andrea Piccaluga, entrambi dell’OFS, che hanno trattato il tema della Comunione generativa. Un percorso composto da diverse tappe – frequentarsi, stile e cuore, fedeltà, accoglienza in casa, condivisione di vita, co-progettazione, generatività, desiderio e speranza, osare – che è stato il fondamento del secondo laboratorio della giornata, questa volta basato sulla “pratica estetica”: ogni gruppo di lavoro, partendo dal disegno di ogni singolo partecipante, ha completato la frase “La comunione è...”. Il risultato è stato ricco di sorprese, sia per i contributi scritti che per quelli... artistici! 

Sabato 4 il tema della Missione è stato introdotto da Suor Paola Fortunio, delle Francescane missionarie del Cuore Immacolato di Maria, che ha preso ispirazione dalla liturgia del giorno, nello specifico da Atti 16, 1-15, soffermandosi su due “provocazioni”, come ha suggerito lei stessa.

I progetti di Paolo e Timoteo sembrano andare altrove rispetto a ciò che vuole lo Spirito. Eppure, nella notte – oggi si potrebbe dire “nella notte del mondo” - la visione del macedone che chiede aiuto fa comprendere ai due dove lo Spirito vuole che si agisca. “E noi – ha interrogato Suor Paola – sappiamo metterci in ascolto del grido dei macedoni della realtà attuale?”.

Arrivati a Filippi, Paolo e Timoteo vi soggiornano incontrando le persone del luogo, tra cui un gruppo di donne, emarginate dalla società in quanto tali. "Sappiamo andare incontro al prossimo, metterci in ascolto così come ha fatto Gesù? La nostra missione, oggi, non è proprio la prossimità per risvegliare il desiderio di Dio nell’altro e restituirgli dignità?”.

Proprio le domande sono state il cuore del terzo e ultimo laboratorio di questo Capitolo: i gruppi, la cui composizione è sempre cambiata per favorire la conoscenza tra tutti, sono stati invitati a porsi e a porre agli altri delle domande in più passaggi, completando il lavoro, solo alla fine, con le risposte.

La preghiera dei vespri ha concluso due giorni ricchi di fraternità gioiosa, di ascolto e condivisione, con lo sguardo e il cuore rivolto al futuro.

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