Il 2 agosto, solennità del Perdono di Assisi e dedicazione della Porziuncola, la basilica di Santa Maria degli Angeli ha accolto migliaia di pellegrini, che fin dal giorno precedente hanno iniziato a varcare le porte della Porziuncola dopo l’apertura della Festa presieduta dal Ministro generale, Fr. Massimo Fusarelli, OFM. In un clima di preghiera e raccoglimento, i pellegrini si sono anche accostate al sacramento della riconciliazione nel giardino della Porziuncola, dove numerosi sacerdoti hanno accolto i penitenti e accompagnato il loro cammino verso il perdono.
Alle ore 11.30, presso la Porziuncola, il cardinale Ángel Fernández Artime, Legato Pontificio per le Basiliche Papali di Assisi, ha presieduto la solenne celebrazione eucaristica. Nell’omelia ha ricordato che la richiesta rivolta da San Francesco a papa Onorio III non nasceva dal desiderio di ottenere un privilegio per i frati o un onore per il piccolo santuario, ma dalla volontà che ogni persona potesse sperimentare gratuitamente la sovrabbondanza del perdono di Dio e ripartire come creatura nuova.
Il Cardinale ha presentato la Porziuncola come un luogo nel quale si comprende che il perdono non è soltanto assoluzione, ma guarigione, purificazione e restituzione della libertà dei figli di Dio. Di fronte alle ferite del nostro tempo — guerre, violenza, divisioni nelle famiglie, nelle comunità e tra i popoli — ha indicato il Perdono di Assisi come un segno ancora profondamente profetico: “La storia non sarà salvata dalla forza, ma dalla misericordia; non dall’equilibrio delle paure, ma dalla riconciliazione; non dalla logica della vendetta, ma dalla logica della croce”.
Da qui l’invito a non lasciare che il Perdono resti soltanto un evento da celebrare, ma a farne una forma di vita. “Il mondo non attende anzitutto cristiani capaci di parlare del perdono”, ha affermato, “ma cristiani che abbiano il volto di chi è stato perdonato”. Un cammino che, alla Porziuncola, si compie sotto lo sguardo di Maria, nella quale la misericordia di Dio ha trovato dimora.
Al termine della celebrazione, Fr. Massimo Fusarelli, ha rivolto il suo saluto ai presenti, auspicando che “la forza del perdono che qui riceviamo” diventi riconciliazione concreta “nelle famiglie, nei luoghi di lavoro, nella società, nelle comunità cristiane”. Il Ministro generale ha invitato a trasformare il dono accolto in un dono offerto agli altri: “Che il perdono ricevuto sia ancora una volta donato e offerto”. Ha inoltre affidato alla preghiera i giovani in arrivo alla Porziuncola e quelli che nei prossimi giorni giungeranno da diversi Paesi per incontrare il Santo Padre, perché la loro forza possa portare vigore e gioia a tutti.
A mezzogiorno, durante l’Angelus, papa Leone XIV ha richiamato il significato del Perdono di Assisi, ricordando che San Francesco ottenne questa Indulgenza da papa Onorio III nel 1216, dopo essere stato ispirato in preghiera alla Porziuncola da una visione di Gesù e di Maria circondati dagli angeli. “Ringraziamo il Signore per tale grande dono e facciamone tesoro”, ha detto il Papa, collocando questa ricorrenza nell’ottavo centenario del Transito del Poverello di Assisi, morto proprio alla Porziuncola il 3 ottobre 1226.
Nel pomeriggio, alle ore 14.30, l’arrivo della 44ª Marcia Francescana “Respira la vita” ha portato davanti alla Porziuncola l’entusiasmo e la fatica del cammino di oltre mille giovani. Dodici marce, partite da luoghi diversi, si sono riunite ad Assisi per varcare insieme la soglia del piccolo santuario e accogliere il dono del perdono.
La Marcia Francescana nacque nel 1980 nell’ambiente del convento di San Francesco a Fiesole, da un’intuizione semplice e allora poco comune: raggiungere Assisi a piedi. Per la prima esperienza si attendevano poche decine di persone, ma i partecipanti furono più di centoventi. L’anno seguente l’iniziativa coinvolse diverse Province italiane e circa seicento giovani; in seguito si diffuse anche oltre l’Italia, raggiungendo Paesi dell’Europa, del Medio Oriente e dell’America Latina.
Fin dall’inizio, il cammino ha offerto ai giovani uno spazio di essenzialità, ascolto, preghiera e fraternità. La fatica condivisa, l’incontro con le comunità e l’arrivo alla Porziuncola hanno aiutato generazioni di partecipanti a rileggere la propria vita alla luce del Vangelo. Anche quest’anno, davanti al luogo degli inizi di Francesco, i passi delle dodici marce hanno ricordato che il perdono ricevuto apre un cammino nuovo: restituisce dignità, ricrea la fraternità e rende ciascuno testimone di riconciliazione nel mondo.
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