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Tra la grande tentazione e il canto nuovo: tracce per un cammino

Centenario delle Stimmate a Firenze (Italia)

04 Marzo 2024

Venerdì 1° marzo, nella splendida cornice del Salone de’ Cinquecento, in Palazzo Vecchio, a Firenze (Italia), si è svolto il secondo evento del Centenario delle Stimmate, inaugurato lo scorso 5 gennaio al santuario de La Verna.
“Tra la grande tentazione e il canto nuovo: tracce per un cammino” è il titolo dell’incontro a cui hanno partecipato Fr. Massimo Fusarelli, Ministro generale, Dario Nardella, sindaco di Firenze, e Agnese Pini, giornalista, direttrice di QN-La Nazione, Il Giorno, Il Resto del Carlino.
Questo dialogo a tre voci è stato moderato da Maria Federica Giuliani, assessora per le confessioni religiose della città di Firenze, e da Fr. Matteo Brena OFM, coordinatore della Commissione regionale per l’VIII Centenario delle Stimmate.

“Il titolo di questo ottavo Centenario è Dalle ferite la vita nuova – ha detto Fr. Matteo Brena – ed è un titolo ispirato, convinti che da quelle ferite può nascere la vita nuova. Vogliamo celebrare questo Centenario facendo risuonare l’esperienza di Francesco di Assisi come dono per tutti gli uomini, credenti e non. Perciò abbiamo desiderato un momento di dialogo in un luogo che esprime in modo tanto significativo la comunità civile, per provare a tracciare un cammino comune che aiuti a comprendere quali siano le grandi tentazioni di oggi”.

Nel suo intervento, Fr. Massimo ha spiegato come San Francesco, dopo essere tornato dalla Terra Santa e aver rinunciato ad essere Ministro generale dell’Ordine, attraversa un momento di sofferenza e crisi, perché la Fraternità stava cambiando molto velocemente e stava diventando qualcosa di diverso: “Francesco entra in una grande crisi, e dopo l’approvazione della Regola sale alla Verna per ritirarsi e pregare, e là soffre una grande tentazione”, ha detto Il Ministro. Che poi ha raccontato come il Poverello sia sceso dalla Verna riconciliato con Dio e con se stesso, come un nuovo uomo: questa esperienza lo ha reso l’annunciatore più grande del Vangelo, lui stesso è diventato parola e uomo di pace. “Spero che in questo anno la celebrazione del Centenario delle Stimmate ci aiuti a cambiare ciò che per noi è più difficile, e cioè l’apatia, per poter diventare anche noi un segno di pace”, ha concluso Fr. Massimo.

Dario Nardella ha sottolineato come San Francesco, nella sua semplicità, si lascia avvicinare da tutti, soprattutto dai giovani. Per lui San Francesco è una esperienza, l’esperienza di rinunciare a tutto: “Questa idea di rinunciare a tutto è affascinante e questo fascino è quello che colpisce le persone”. Il Sindaco di Firenze ha continuato dicendo che, in un mondo in guerra, bisogna “ri-umanizzare” tutto, come ha fatto San Francesco: “L’uomo si è dimenticato di essere uomo… Come possiamo umanizzare la guerra? Adesso parliamo dei morti, della sofferenza, come se non fosse nulla; dobbiamo umanizzare di più la vita dell’uomo, ma anche i problemi ambientali, la tecnologia”, ha concluso Nardella. 

La direttrice Pini ha raccontato l’esperienza della sua visita alla Verna quando era bambina: era rimasta colpita da Francesco che parlava con gli animali, e dopo quella esperienza anche lei voleva farlo! Per lei, San Francesco parla a tutti per la sua semplicità, così come anche a lei ha parlato da bambina. “Aveva una personalità così umana che credo che a quel tempo fosse difficile riconoscerlo come un santo; se fossi vissuta con lui, lo avrei riconosciuto? O semplicemente gli avrei dato del matto? Credo di no?”.
In seguito, ha affrontato il tema dell’intelligenza artificiale, definendola un “potere grande”, un cambiamento che non possiamo rifiutare, ma che dobbiamo imparare a utilizzare per fare il bene. Ha ricordato come Francesco, per cambiare la Chiesa, non sia uscito dalla Chiesa, ma è rimasto dentro: “Noi abbiamo la possibilità di rinnovare le cose se ci stiamo dentro”. Ha poi concluso dicendo: “L’altro insegnamento che ci fa San Francesco in merito all’intelligenza artificiale è sull’importanza delle regole, così come lui ha chiesto una Regola per l’Ordine; perché le regole ci aiutano a non perderci”.

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